Body Count – Recensione: Manslaughter

Li avevamo lasciati nel 2006 con la pubblicazione di “Murder 4 Hire”, i Body Count tornano a distanza di otto anni con la loro quinta fatica dal titolo “Manslaughter”. La band capitanata da Mr. Ice-T torna a deliziare le orecchie degli appassionati di Rap Metal tipico degli anni novanta, l’album in questione ha infatti la capacità di catapultare l’ascoltatore indietro di un paio di decenni e si impone come la migliore uscita del combo a stelle e strisce fino a questo momento.

Descrivere il sound dei nostri è decisamente semplice: il cantato rappato di Ice-T si staglia imperioso su riff portatori sani di groove del chitarrista storico Ernie C, coadiuvato dal drumming forsennato di Ill Will, un mix esplosivo in grado di far saltare ogni ascoltatore sulla propria sedia. Fatta eccezione per “I Will Always Love You”, ballad in stile Body Count ovviamente, il resto delle tracce si contraddistingue per l’elevata dose di adrenalina che viene iniettata nelle vene. Ad aprire le danze ci pensa “Talk Shit, Get Shot” (guarda il video qui), brano il cui incipit ricorda decisamente il riffing di Tom Morello nei Rage Against The Machine; la successiva “Pray For Death” si addentra invece lungo sentieri maggiormente votati verso un Hardcore Thrash stile anni 80, in qualche modo assimilabile, grazie all’onnipresente cantato rap, ad una formula cara a band come Biohazard.

Tra le altre occore citare “99 Problems BC” (ascolta il brano qui), precedentemente apparsa nell’album “Home Invasion” di Ice-T risalente al 1993, ripresa a sua volta nel brano “99 Problems” pubblicato da Jay-Z nel 2008, il quale prende in prestito una parte del testo originale che recita “I got 99 problems but a bitch ain’t one”; la stessa titletrack “Manslaughter” in cui fanno capolino linee vocali Death Metal oriented e ritmiche Speed Metal che danno il La al brano stesso. Sulla scia dell’amarcord viene proposto il brano “Institutionalized 2014”, che richiama musicalmente il brano storico dei Suicidal Tendencies del 1983, ma aggiornato dal punto di vista lirico ai giorni nostri.

I fan degli Hatebreed troveranno oltre ad una buona fetta di pane per i loro denti, anche la presenza di Jamey Jasta in persona, che presta la sua voce in “Pop Bubble”, tra i pezzi migliori del lotto.

Manslaughter” è sicuramente un album che riporta alla luce i fasti di un genere morto e sepolto, che nel 2014 non ha molto da dire, ma rimane il fatto che le tredici tracce, più il rock mix di “99 Problems BC”, si lasciano ascoltare facilmente e sono di compagnia nei momenti in cui si ha voglia di saltellare.

Voto recensore
6.5
Etichetta: Sumerian Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Talk Shit, Get Shot
02. Pray For Death
03. 99 Problems BC
04. Back To Rehab
05. Manslaughter
06. Get A Job
07. Institutionalized 2014
08. Pop Bubble
09. Enter The Dark Side
10. Bitch In The Pit
11. Black Voodoo Sex
12. Wanna Be A Gangsta
13. I Will Always Love You
14. 99 Problems BC (Rock Mix)


Sito Web: https://www.facebook.com/bodycountofficial

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