And One – Recensione: Magnet (Trilogie I)

Ma come, non doveva essere la fine? Dopo un album dal titolo eloquente come “S.T.O.P.” (la recensione) che già destava qualche sospetto, il percorso dei veterani And One (classe 1989) sembrava doversi interrompere, per lo meno in quelle che erano state le dichiarazioni del leader Steve Naghavi pochi mesi dopo l’uscita dell’album.

Ma si sa come vanno queste cose e non è detto che il nuovo album “Magnet” non possa essere un ripensamento, sebbene al momento sia stato presentato come un congedo in grande stile da parte del gruppo tedesco. Infatti “Magnet”, qui analizzato nella sua versione tripla, sarà disponibile in numerose varianti che faranno la gioia dei collezionisti e dei die-hard fans della band.

Al nuovo album degli And One si affiancano difatti due ulteriori raccolte di inediti che esplorano due lati differenti dei nostri. “Acthung ‘80” scopre il versante per certi versi più new wave e vintage, con numerosi riferimenti depechemodiani e canzoni dal voluto appeal radiofonico. “Propeller” invece punta più sentitamente verso la EBM nuda e cruda, con immancabili riferimenti agli stilemi più classici del genere e una ovvia devozione alla scuola mitteleuropea.

Ma è tutto oro quello che luccica? Ni. E vediamo perché. “Magnet” è in sé e per sé un album che ci consegna degli And One abbastanza melodici e disincantati, lo stile è per ragioni fisiologiche vicino a quello di “S.T.O.P.”, ma c’è più disimpegno e meno voglia di graffiare (“E chi ce lo fa fare, dopo venticinque anni?” – diranno loro). Non un brutto disco sia chiaro, solo che non sempre si scorge l’inconfondibile marchio di Naghavi e soci, i brani sono per lo più ben confezionati e piacevoli, con menzione particolare di quella “Love Is Always On Your Side” che rischia pericolosamente di non staccarvisi più dalla testa e di farvi muovere il culo. Qualche schiaffo arriva però con “Zeit Ohne Zeit” e “The Other Side”, che non fanno male ma mostrano qualche muscolo in più.

“Achtung 80”? Carino, garbato, molto synth pop e un po’ sfacciatello, più che puzzare di vintage come ci aspettavamo, bazzica senza osare i lidi di un synth pop da ascolto che al di là della gradevolezza non ha molto altro da offrire.

“Propeller” chiude la trilogia. In teoria l’album dovrebbe essere quello più meccanico e industriale del lotto, in realtà ci sembra una sorta di, se non copia, sovrapposizione a “Magnet”, ricalcato nelle atmosfere e nel sound e con qualche algida sferzata di elettronica in più.

Alla fine siamo un po’ storditi da un ascolto mastodontico, con i suoi alti e bassi.  Sapete come la pensiamo noi? Che se questo è in effetti un “lungo arrivederci”, gli And One sono stati molto bravi nel recuperare materiale magari lasciato in sospeso qua e là negli anni e a confezionarlo nel migliore dei modi in questo regalone (che poi tanto regalo non è, non ve lo danno gratis) per i fan di vecchia data.

E sarà davvero la fine? Chi lo sa. Intanto gli And One si sono esibiti dal vivo per tutto il 2013 e buona parte del 2014. Ed è già in previsione un titanico tour per il 2015…

Voto recensore
6,5
Etichetta: Soulfood Records

Anno: 2014

Tracklist:

MAGNET

01.  Love Needs A Saving Hand

02.  Zeit Ohne Zeit

03.  Love Is Always On Your Side

04.  Unter Meiner Uniform

05.  The Other Side

06.  Love Me

07.  Keiner Fühlt s Wie Wir

08.  Everybody Lies At Night

09.  Fake Of Pleasure

10.  Dead Love

PROPELLER

01.  Black Generation

02.  Männermusik

03.  Synchronizing Bodies

04.  An alle Krieger!

05.  Nyctophiliac

06.  Zwei Tote

07.  Before I Go

08.  U-boot-Krieg In Ost-Berlin

09.  Up & Down

10.  New Wave Mother

ACHTUNG 80

01.  Let's Get Higher

02.  My Angel

03.  She's Triple 6

04.  Somebody's Song

05.  Bad Girl

06.  The Fighter

07.  Girls on Girls

08. Why Don't You Let Me Go?

09. Love Trashing Girls

10. Your Pet Is A Ticking Bomb!


Sito Web: http://www.andone.de/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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