Soen – Recensione: Lotus

Quarto capitolo per i Soen, che nel giro di una manciata di anni sono riusciti a creare una “storia” attorno la loro musica, crescendo disco dopo disco. “Lotus” arriva probabilmente al momento giusto, al termine di un percorso che necessitava di “esperienza” e passi pensati per crescere.

“Lotus” arriva a distanza di un paio di anni di “Lykaia”, e la crescita del quintetto si dimostra evidente sin dalle note dell’opener.

La musica gioca a rincorrersi, la batteria che fugge in avanti inseguita da chitarra e basso. Un sound rotondo che non perde potenza e che non lesina impatto. “Opponent”, canzone posta in apertura, rende bene l’idea di come i Soen riescano a costruire una canzone.

Ottimo l’incedere obliquo di “Lascivious”, con la band che gioca con le melodie fino a farle esplodere in un chorus di forte impatto, anche emotivo. Con la successiva “Martyrs” il quintetto gioca ancora con la melodia, quasi a sfiorare il pop, per poi ritornare a trame intricate tra chitarra, basso e batteria. Piace – e molto – la coda finale, con la musica che viene lasciata sospesa e libera di vibrare seguendo la batteria di Martin Lopez prima di riprendere forza e determinazione.

La title track è invece caleidoscopio di emozioni, che parte da profonde suggestioni ’70  unite ad un caldo vibrare della voce di Joel Ekelöf per poi trasformarsi in una canzone profondamente debitrice di David Gilmour (ascoltate bene l’assolo …), Steven Wilson e qualche spruzzata Opeth. Non stupisce sia stata scelta anche come video dai nostri.

Ed è proprio questo marciare in bilico che piace, perché ascoltando “Covenant” (dove l’impronta di “Aenima” dei Tool è parte fondamentale dello scheletro della canzone) si riesce a trovare il bandolo di una matassa complessa e ricca di sfumatura. Il basso che pulsa ed una voce che regge il gioco di chitarre che cambiano umore e ritmica.

Intensa e drammatica “River”, una ballad oscura e disperata che ben si lega al primo singolo “Rival”, autentica “altra faccia della medaglia” di una band capace di cambiare pelle ed umori con estrema facilità.  Una canzone che emoziona. Chiude le danze “Lunacy”, apparentemente il passaggio meno convincente del disco, ma la canzone cresce con gli ascolti e la trama musicale riesce a scavare passaggi interessati nell’ascoltatore (merito anche di un chorus davvero efficace ed emozionante).

“Lotus” è con molta probabilità il passo decisivo per una band che ha iniziato ad uscire fuori dal “guscio delle influenze”. Niente più fantasmi, niente più numi tutelari da trovare a tutti i costi, perché ormai i Soen sono pronti per il grande salto. Non ancora IL disco, ma “il passo prima di”…

Voto recensore
7,5
Etichetta: Siler Lining Music

Anno: 2019

Tracklist: 1. Opponent 2. Lascivious 3. Martyrs 4. Lotus 5. Covenant 6. Penance 7. River 8. Rival 9. Lunacy
Sito Web: https://www.facebook.com/SoenMusic/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Manuel

    Incredibile che il pezzo migliore di questo splendido disco sia l’unico a non essere citato…”Penance” è l’apoteosi del songwriting perfetto.

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