Poison – Recensione: Look What The Cat Dragged In

“E poi vorrebbe ascoltare “Talk Dirty To Me” dei Poison una volta al giorno”.
“Cosa vorrebbe ascoltare e di chi?”
“Dei Poison, signore. E’ un gruppo heavy metal”.

Questo dialogo faceva parte di un esilarante episodio della prima serie di “Scrubs – Medici ai primi ferri” e dimostra quale notorietà avessero raggiunto i Poison, almeno nella cultura americana, tanto da finire in uno dei telefilm più noti degli anni scorsi. “Look What The Cat Dragged In” è l’esplosione del glam patinato anni ’80 alla massima potenza già a cominciare dalla sua copertina, dove i quattro Poison ammiccano e occhieggiano conciati come quattro Barbie Luce di stelle, e continua per tutta la durata dell’album.

Tutto viene estremizzato, dal look alle melodie per arrivare ai testi, che non lasciano, per così dire, nulla all’immaginazione, e anche “I Won’t Forget You“, ballad tipica dell’epoca ed espressione di quello che sarà poi lo stile dei Poison negli anni a venire, pur essendo mielosa al punto giusto, viene perfino surclassata da qualche altra traccia ancora più nota all’interno dell’album. Non c’è nessuna pretesa di complessità o di impegno di qualsiasi tipo, ma nonostante questo “Look…” è uno di quei lavori maledettamente noti e funziona dall’inizio alla fine. I loro testi non approfondiscono certo i massimi sistami e parlano di concetti illuminati come party fino a mattina, week end selvaggi alla faccia del capo che ci aspetta in ufficio lunedi mattina, feste in giro, scorrazzate con la bella di turno, parole oscene sussurrate all’orecchio, azione, soddisfazione, le immancabili storielle da una botta e via…forse adesso, a distanza di trent’anni, i Poison suonano anacronistici, maschilisti e anche un po’ troppo plastificati, ma non serve negarlo, questo è stato il loro modo di essere e la loro essenza, soprattutto in un decennio dove il glam ha regnato sovrano.

Prodotto con pochissimi soldi, “Look…” è stata la via per il successo planetario di Bret Michaels e soci, prima di tutte le innumerevoli litigate, degli abusi di sostanze e dei cambi di formazione, e ci restituiscono i Poison nella loro fresca innocenza (si fa per dire) giovanile, che ci invita a cantare ancora oggi i ritornelli, cori compresi, naturalmente, dato che sono anche questi un tratto distintivo del sound dei Poison, di “I Want Action“, di “Look What The Cat Dragged In” e perchè no, anche di “Talk Dirty To Me“. Partito leggermente in sordina con “Cry Tough“, che di sicuro non è il brano meglio riuscito di tutto l’album, il disco si srotola come un’autostrada senza curve, un inno senza tempo al divertimento senza pensieri.

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Voto recensore
n.d.
Etichetta: Capitol Records

Anno: 1986

Tracklist: 1. Cry Tough

2. I Want Action

3. I Won't Forget You

4. Play Dirty

5. Look What the Cat Dragged In

6. Talk Dirty to Me

7. Want Some, Need Some

8. Blame it on You

9. No. 1 Bad Boy

10. Let Me Go to the Show

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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