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Lione/Conti – Recensione: Lione/Conti

Fabio Lione ed Alessandro Conti, le voci (passata Lione e presente Conti) delle due incarnazioni dei Rhapsody dopo lo split tra Luca Turilli ed Alex Starapoli insieme per un disco. Immediata la mente vola al progetto “Allen/Lande” di qualche anno fa, e le intuizioni diventano prove soprattutto quando a “patrocinare” il debutto di “Lione/Conti” è la stessa Frontiers Music che lanciò il due norreno-californiano.

Ricreare quindi un versione tricolore del celebrato progetto tra Europa e States? Riusciranno i nostri eroi nell’impresa? Andiamo con ordine ed analizziamo “Lione/Conti”.

Si parte subito bene con “Ascension”, e subito funziona alla grande il “confronto” tra le due voci dei Rhapsody,  entrambe ispirate dalla chitarra (e basso, studio di registrazione, composizione, produzione e praticamente tutto il resto) di Simone Mularoni. Sicuramente un ottimo biglietto da visita, scelto anche per rappresentare la band prima dell’uscita dell’album.  Bene anche “Outcome”, decisamente più tesa e più tipicamente power metal. Una canzone “dritta” e decisa, che convince per la decisione delle due ugole nel trovare la strada verso la melodia.

Un “vecchio” classico power metal con suoni moderni. E non c’è assolutamente niente di male.

Chiaramente Queensryche “You’re Falling”, con echi fortissimi di “The Mission” contenuta in “Operation: Mindcrime” a rimbalzare da una nota all’altra. Per carità niente di grave, ma la sensazione di “omaggio un filino eccessivo” è forte. Nonostante questa osservazione una buona canzone. “Somebody Else” invece parte delicata, con un pianoforte a tessere una tela melodica malinconica. Canzone in crescendo di tensione, con un chorus convincente e rotondo. Bella la prova di Lione e Conti, che duellano e convincono. Piacevoli echi Savatage (“Poets And Madmen” – era) in coda.

“Misbeliever” invece richiama molto vagamente le trame musicali dei Kamelot, quando era ancora Roy Khan a “sedere sul trono” della band di Tom Youngblood. Decisamente power metal “Glories”, con un Alessandro Conti scintillante, per una canzone in bilico tra Angra ed Helloween. Più prevedibile “Truth”, ma non per questo meno gradevole, mid-tempo metallizzato che introduce alla battagliera “Gravity” che gioca ai limiti del thrash metal ma poi esplode in un ritornello perfetto per il Conti dei Trick Or Treat nonostante la canzone mantenga temi cupi e niente affatto “happy metal”.

“Crosswinds” invece saluta gli ascoltatori, e sembra costruita attorno all’ugola di Lione, ma ecco che anche il più giovane collega si inserisce e riesce a dare una frustata di qualità ad una canzone dal taglio “sintetico”. Buon modo per concludere un disco di debutto.

Dicevamo: una versione italica del progetto “Allen/Lande”? In un certo qual senso sì, ma le differenze sono molto più evidenti delle analogie. Molto più tese le melodie, meno catchy rispetto “l’esperimento” nordico composto da Magnus Karlsson.

Ottimo prodotto, ottime canzoni quello interamente tricolore. Un debutto certamente in “prospettiva”. Ora attendiamo il “capitolo II” e magari anche un tour per testare queste 10 canzoni sulle assi di un palco.

 

Voto recensore
7
Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2018

Tracklist: 01. Ascension 02. Outcome 03. You're Falling 04. Somebody Else 05. Misbeliever 06. Destruction Show 07. Glories 08. Truth 09. Gravity 10. Crosswinds

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista extraordinaire in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “persona seria” per n-mila testate e prodigioso “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Ah sì, anche “cantante” in una band metal-qualcosa. Non ci facciamo mancare niente insomma. Lode e gloria all’Ipnorospo.

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Huge

    Capitolo 2??? Ma anche no …..grazie.

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  2. Giorgio

    Sinceramente uno dei tanti dischi da sentire una volta e dimenticarsene……dimostrazione che senza il genio di TURILLI E STAROPOLI non resta altro che una buona produzione semi power metal come tante altre.
    Datemi retta, tornate tutti insieme e fate un mega gruppone da 10 o piu persone.

    Reply

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