Stoneburner – Recensione: Life Drawing

“Life Drawing” è la seconda prova sulla lunga distanza degli Stoneburner, four-piece dall’Oregon guidato da Damon Kelly, figlio del ben più noto Scott. Tranquilli, anche se il platter esce per l’etichetta Neurot, non sarebbe giusto parlare di nepotismo, perché la band presenta tutti i crismi per fare strada, nonché una brillante competenza in materia.

D’altronde il buon Damon (al basso), ha coinvolto in questo progetto dei musicisti rodati e di ottimo mestiere. Sono della partita il vocalist e batterista Jesse McKinnon e la coppia di axe men Jason Depew (dai Buried At Sea) e Elijah Boland. Musicalmente l’ensemble affronta un doom metal molto sporco e riverberato, spesso diluito in soluzioni ancora più granitiche e lisergiche che chiamano in causa le estremizzazioni dello sludge.

Supportato dal growling possente di Jesse, “Life Drawing” filtra con tematiche esistenzialiste e visita i tormenti interiori dell’essere umano. Il canale espressivo è dunque un doom desertico ed abrasivo che spezza la lentezza dei movimenti con accelerazioni penetranti, giocate sul suono fangoso e muscolare delle chitarre.

Parla bene in questo senso la lunga “Caged Bird” che subito mette in luce la natura del gruppo attraverso un sound ruvido e monolitico, che tuttavia lascia spazio a lievi divagazioni psych rock e a suadenti soluzioni melodiche, da vedersi nelle parti di voce pulita e arpeggi che in occasione dell’intermezzo “Drift”, costruiscono addirittura un intero brano.

Tra gli highlight dell’ascolto possiamo citare “An Apology To A Friend In Need” e i quasi diciotto minuti di “The Phoenix” che, ascoltata con pazienza, rivela in pieno il modus operandi degli Stoneburner, ovvero una sapiente combinazione di monolitico e disturbante sludge che si infrange su preziosismi acustici davvero pregevoli. E bravo Damon, che autore di un progetto personale e competitivo, non si limita a vivere alla luce del successo di papà.

Voto recensore
7
Etichetta: Neurot Recordings

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Some Can

02.  Caged Bird

03.  Drift

04.  An Apology To A Friend In Need

05.  Pale New Eyes

06.  Giver Of Birth

07.  Done

08.  You Are The Worst

09.  The Phoenix


Sito Web: https://www.facebook.com/Stoneburner.PDX

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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