Confession – Recensione: Life And Death

Suonare Metalcore con rabbia e sentimento, pur rimanendo nell’ambito dei clichés del genere, essere incisivi ed a tratti melodici, tutto questo è ben presente nel terzo album degli australiani Confession dal titolo “Life And Death”.

La band nasce nel 2008 per volere del singer Michael Crafter, in precedenza negli I Killed The Prom Queen, dopo un Ep e due album, nel 2012 accade l’irreparabile: la band annuncia l’uscita del membro fondatore, ovvero Michael, il quale, non contento di quanto avvenuto, entra nella pagina Facebook ufficiale e annuncia che lui fa ancora parte dei Confession, mentre il resto della band è fuori, un aneddoto sicuramente non influente in termini musicali, se non nell’incertezza dovuta ad un cambio di line up obbligato, ma comunque un avvenimento importante della loro biografia.

“Life And Death” ci presenta un combo arrembante e concreto, ogni traccia sprizza energia pura, sebbene la formula compositiva rimanga pressoché invariata, bisogna rilevare che nella tracklist non ci sono filler, ogni traccia ha una propria identità, nel solco della perseveranza. Un ruolo importante è giocato dalle chitarre, le quali pur non lanciandosi in intricati passaggi, sono meravigliosamente energiche.

A destare particolare interesse sono anche i temi trattati: l’album si apre con l’intro “Life” e si conclude con “Death”, giusta chiusura del cerchio che passa attraverso la tematica della malattia, il cancro in particolare, che ha colpito entrambi i genitori di Michael e che trova giusta espressione musicale in “Fuck Cancer”, brano dal groove incessante, dotato di un chorus straziante che riassume in sé tutto il tormento derivante da questo male incurabile. Sullo stesso piano emotivo “March 23”, traccia dedicata dal cantante alla figlia, qui a colpire sono gli archi che danno inizio alla traccia, la accompagnano e ne placano l’impeto, sebbene la voce del singer rimanga sempre cruda ed abrasiva.

Da citare le guest appearances di Ahren Stringer (The Amity Affliction), il cui contributo viene ben impresso in “Holy Wars”, brano in cui il riffing accattivante di Russ e Lyndsay trova ampio risalto e l’ugola del già citato Ahren incattivisce il tutto; altra collaborazione in “Old Blood”, brano veloce, dotato di breakdown spacca ossa, che vede la partecipazione di Adrian Fitipaldes (Northlane) dietro al microfono; Joel Birch, sempre dei The Amity Affliction, impreziosisce l’ottimo “51-73”, episodio anch’esso dotato di un refrain malinconico e struggente allo stesso tempo; ultima guest è per Karl Schubach dei Misery Signals in “Fear”.

“Life And Death” non è un disco innovatore, rimane nel solco della tradizione, ma testimonia l’ottimo stato di forma dei Confession, band piacevole e dotata di buona personalità, elemento imprescindibile per emergere nell’oceano di gruppi Metalcore ancora in attività nel 2014.

Voto recensore
7
Etichetta: Life Force Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Life
02. Still Breathing
03. Holy War (feat. Ahren Stringer)
04. Hollow
05. Fuck Cancer
06. March 23
07. Old Blood (feat. Adrian Fitipaldes)
08. 51-73 (feat. Joel Birch)
09. Fear (feat. Karl Schubach)
10. The Forgotten
11. Death


Sito Web: https://www.facebook.com/Confessionmosh

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