Kiss – Recensione: Kiss

Uscito il 18 febbraio 1974, questo eponimo album dei debuttanti Kiss (e ormai ex Wicked Lester), non ebbe subito un impatto devastante nel mondo della discografia di allora.

Evidentemente, la mancanza di un vero e proprio hit single e la, praticamente, esigua fama di un gruppo appena nato, non bastarono, immediatamente dopo l’esordio discografico, a mandare istantaneamente il quartetto newyorkese nell’olimpo del rock.

Dovremo aspettare tre album dopo e un annetto buono per vedere i Kiss in top ten (con lo storico album dal vivo “Alive”, edito dalla loro etichetta dell’epoca Casablanca, più che altro per monetizzare la buona fama live che il gruppo aveva nel frattempo racconto in giro per gli States) e circa il 1977 perché questo “Kiss” riceva il disco d’oro. Ma andiamo con ordine.

Paul Stanley e Gene Simmons, militavano, agli inizi degli anni ’70, nei già sopracitati Wicked Lester, band che proponeva rock, folk e anche pop, mietendo scarsi risultati sia di pubblico che di critica. Verso la fine del ‘72 il dinamico duo decise di cambiare rotta, verso un suono più duro e puramente rock e, di conseguenza furono indotti dei provini, dai quali uscirono Peter Criss alla batteria e Ace Frehley (che si presentò con due scarpe di colore diverso tra loro alla prima audizione) alla chitarra solista.

Forti di questa formazione nuova e più rock-oriented, adesso bisognava pensare ad un restyling di immagine, qualcosa che fosse d’impatto e facilmente riconoscibile. Da qui l’idea di “truccarsi” e di creare dei personaggi ad hoc.

Paul Stanley divenne, dunque, “Starchild”, il bassista Gene Simmons si trasformò in “The Demon”, Peter Criss in “Catman” ed Ace Frehley diventò “Spaceman”.

Utilizzando il materiale scritto in precedenza con i Wicked Lester (ad eccezione di “Kissin’ Time”, cover di un brano di Bobby Rydell), i Kiss furono pronti ad entrare in studio.

Ciò che ne venne fuori sono queste dieci spettacolose e infuocate canzoni, per poco più di 35 minuti di musica. Tutto questo bastò a creare e a dare il via ad una macchina sforna canzoni e soldi che, da quel momento, non si è più fermata.

Partendo proprio dai pezzi qui contenuti (molti dei quali tuttora classici del repertorio della band), i Kiss hanno creato la propria fortuna. E come non crederci?

Brani come “Strutter”, “Firehouse” e “Deuce” sono dei veri e propri inni rock ‘n roll, il trascinante singolo “Nothin’ To Lose” (il cui testo parla, neanche tanto velatamente, di sesso anale) è un incrocio tra il glam rock dell’epoca ed il blues elettrizzante di Jerry Lee Lewis, il mid tempo “Cold Gin” (brano tutt’ora adorato all’inverosimile da Pantera e Skid Row) parla amaramente di una relazione problematica, tenuta in piedi dall’alcol e dai sensi di colpa, la strumentale “Love Theme from Kiss” è dolce e sognante allo stesso tempo, mentre il dittico finale, “100,000 Years” e “Black Diamond”, è pesantissimo, virtuoso e, praticamente, apripista per tutto l’hard rock americano che verrà di lì in poi.

Kiss” è, in definitiva, un album di debutto killer, che ha lanciato i nostri quattro newyorkesi verso una carriera scintillante e incredibile. D’altro canto in questi solchi c’è il sudore ed il sangue di tutti, sia in fase compositiva (è vero che il materiale era quasi tutto della coppia Stanley/Simmons, ma “Cold Gin” è di Frehley e “Love Theme From Kiss” è del gruppo intero), che per quanto riguarda il cantato. Già, perché, forti della lezione degli inarrivabili maestri Beatles, in questo disco sentirete intrecciarsi le voci di ben tre dei quattro membri della band (per ascoltare cantare Frehley, all’epoca poco convinto delle sue doti canore, bisognerà aspettare “Shock Me”, contenuta in “Love Gun”, del 1977), in melodie composte da cori, doppie voci o voci alternate.

Non un disco di debutto milionario, dunque, ma assolutamente una pietra miliare per i Kiss e l’hard rock in generale.

Etichetta: Casablanca

Anno: 1974

Tracklist:

01. Strutter
02. Nothin' to Lose
03. Firehouse
04. Cold Gin
05. Let Me Know
06. Kissin' Time
07. Deuce
08. Love Theme from Kiss
09. 100,000 Years
10. Black Diamond


Sito Web: www.kissonline.com/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login