Arcana Edizioni – Recensione: Kiss, costumi e un pugno di sogni

E’ vero, di libri sui Kiss ne sono usciti tanti, a cominciare dalle loro autobiografie per continuare con saggi più o meno dettagliati, che intendevano prendere in esame uno o più aspetti della carriera di quella che non è solo una band, ma una vera e propria filosofia di vita. Per scrivere questa ennesima opera su di loro ci sono voluti tre autori, Gian Paolo Bissolino, Marco Gamba ed Enrico Sturaro, tutti seguaci della band da prima che molti dei loro lettori nascessero, persone che hanno saputo analizzare con  competenza, saggezza e uno sguardo distaccato, pregi e difetti della band, in una storia che va avanti ormai da quasi cinquanta anni e che ha avuto, non c’è santo che tenga, momenti di gloria e altri più opachi.

Ora, la storia vera e propria dei Kiss in questo libro viene narrata seguendo lo scorrere regolare del tempo, probabilmente è nota a molti di voi, e non c’è bisogno di ripercorrere qui le tappe salienti. E’ importante, però, capire che cos’ha “Cerone, costumi e un pugno di sogni” in più rispetto ad altri libri sull’argomento, qual è, in sostanza, il suo valore aggiunto. Un primo aspetto che salta subito agli occhi è il dono della sintesi. Per parlare di loro, nel corso degli anni, si sono consumati chilometri e chilometri di carta, per non parlare di programmi televisivi, video, e di tutta la loro nutrita discografia; invece gli autori, in questo caso, sono riusciti a cavarsela in poco più di duecento pagine, fotografie comprese, e con questo sono riusciti a non dimenticare niente, a condensare bene gli aspetti determinanti della loro carriera, evocando inoltre emozioni positive e negative a secondo del momento in cui ci troviamo (da notare, ad esempio, la sincera commozione che ci assale quanro ripercorriamo la triste storia di Eric Carr).

Gli autori riservano poi molta attenzione all’aspetto live della carriera dei Kiss, e non potrebbe essere altrimenti: chi ha assistito anche solo una volta a un loro concerto lo sa bene. Per ogni tour intrapreso dalla band vengono descritti nel dettaglio i costumi indossati volta per volta da tutti i musicisti, e vengono spiegati i vari effetti speciali che sono stati introdotti nel corso degli anni. L’aspetto iconografico della carriera della band, quindi, viene esplorata con grande precisione, e questo spiega bene l’origine del sottotitolo del libro. Inoltre, nel momento in cui si parla di un nuovo album, si associa a esso una tabella, in cui si identificano quali brani sono stati suonati dal vivo dalla band nel tour seguente e in quelli successivi. Sempre per quanto riguarda l’aspetto live, i singoli tour vengono descritti, anche in questo caso, con dovizia di particolari, ripercorrendone le varie tappe attraverso i cinque continenti e descrivendo alcuni momenti più significativi, alcune date live che rimangono storiche per un motivo o per un altro (ad esempio, si presta molta attenzione ai momenti live che hanno contraddistinto un mutamento nella formazione dei Kiss). Il tutto viene fatto con l’uso di uno stile discorsivo e fluido, che rende la lettura piacevole e scorrevole.

Da una parte ci sarà qualcuno che, a sentire parlare dell’ennesima pubblicazione a tema Kiss, sbufferà e alzerà gli occhi al cielo con fare annoiato. Dall’altra ci sarà chi apprezzerà la scelta, coraggiosa a suo modo, e vorrà concedere una possibilità a questo libro. Saranno questi ultimi ad avere ragione, non importa che siano fan sfegatati dei Kiss o meno.

Etichetta: Arcana Edizioni

Anno: 2020


Sito Web: https://www.facebook.com/arcana.edizioni/

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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