Iron Savior – Recensione: Kill Or Get Killed

Piet Sielck è, senza ombra di dubbio, uno dei fautori dello sviluppo della scena metal teutonica, nonchè un artista che come pochi ha incarnato (e incarna) l’essenza dell’heavy power. Il nostro, dopo aver fondato nel 1978, insieme al suo amico Kai Hansen, i Gentry, primissimo nucleo dei futuri Helloween, lascia il progetto nel 1982. Dagli anni ’90 in poi Sielck inizia a “lavorare nelle retrovie”, in veste di produttore e ingegnere del suono, collaborando, fra gli altri, anche con act quali Blind Guardian, Gamma Ray, Grave Digger, Saxon, Paragon, Savage Circus e molti altri. La voglia di suonare non è sopita, ma continua a pulsare forte nel cuore del polistrumentista di Amburgo che, nel 1996, decide di creare una formazione tutta sua, insieme ad Hansen e Thomas Stauch (Blind Guardian): gli Iron Savior. Nonostante i cambi di lineup avvenuti nel corso di oltre 20 anni, Sielck continua a mantenere il comando della propria band con grande determinazione e tenacia. Iron Savior, oltre ad essere il monicker della band, è, al tempo stesso, il nome dell’astronave protagonista di un lunghissimo concept fantascientifico, che caratterizza tutti i lavori del gruppo, fino al precedente “Titancraft“. Nel corso della sua carriera la band ha proposto un power/speed influenzato da Helloween, Gamma Ray, Primal Fear, Rage, Blind Guardian, ecc… innervato da heavy metal tradizionale, con una buona dose di melodia, cori e ritornelli da cantare a squarciagola.

Cosa aspettarsi, quindi, da questo nuovo full length intitolato “Kill Or Get Killed”, decimo tassello della discografia targata Iron Savior? Il platter, prodotto e distribuito da AFM Records, etichetta con cui la formazione tedesca prosegue un sodalizio professionale intrapreso 8 anni fa, presenta delle novità rispetto ai dischi precedenti. Ciò è evidente, ad esempio, dalla line-up, che vede l’abbandono dell’ex Gamma Ray Thomas Nack (a bordo dell’astronave dal 1999 fino al 2016) e l’ingresso di Patrick Klose. Anche nella cover del disco le differenze sono palesi: la nave spaziale senziente lascia il posto a un alieno minaccioso dai tratti videoludici. Sielck stesso spiega questo cambiamento: intenzionato a fare qualcosa di nuovo, si ispira a un romanzo, sempre fantascientifico, che narra la distruzione dell’umanità da parte di una civiltà aliena. Per quanto riguarda l’aspetto più propriamente musicale, quello che salta subito all’orecchio è uno spostamento maggiore verso un heavy metal classico, mentre il power metal teutonico sembra relegato a una posizione secondaria. Certo, non mancano episodi più tipicamente power, come la title track, una cavalcata potente, dai toni epicheggianti, che mixa Helloween e Gamma Ray con cori alla Blind Guardian; “Heroes Ascending”, un classico brano speed; la traccia di chiusura “Legends Of Glory”, un up tempo che trasuda epicità, con un riffone tosto quanto basta e i cori che richiamano ancora i Bardi di Krefeld. Gli altri 7 pezzi sono ottimi brani, catchy, groove, ma, per certi versi, risultano un po’ simili tra loro. Intendiamoci, non si tratta sicuramente di copia/incolla, ma un po’ per la scelta dei tempi (up-tempo e mid-tempo in particolar modo), un po’ per i riff, il più delle volte troppo “Judas Priest” (o anche Accept), la sensazione che si ha è che l’intento sia quello di puntare più sull’impatto che sulla variabilità. Ciononostante, vi sono, senza dubbio, dei brani che meritano, come “From Dust And Ruble”, up-tempo heavy-rock dall’incedere trascinante e dai cori magniloquenti, “Stand Up And Fight”, mid-tempo quadrato dal piglio battagliero, che mixa scuola teutonica (Accept, Primal Fear, Running Wild) agli ultimi Saxon e Judas Priest, e “Until We Meet Again”, il brano più lungo dell’album e anche il più suggestivo, che, nel suo essere cadenzato, ricorda molto i Dio più epici.

Kill Or Get Killed”, è un buon album, come al solito ben suonato, che intrattiene, non annoia e si lascia ascoltare con piacere, ma risulta un po’ sottotono rispetto ai precedenti. Sielck ha, sicuramente, la capacità di confezionare album di ottima fattura, ma, in questa occasione, il songwriting difetta di quella freschezza e di quella personalità che da sempre contraddistinguono lo stile degli Iron Savior.

Voto recensore
6,5
Etichetta: AFM Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Kill Or Get Killed 02. Roaring Thunder 03. Eternal Quest 04. From Dust And Ruble 05. Sinner Or Saint 06. Stand Up And Fight 07. Heroes Ascending 08. Never Stop Believing 09. Until We Meet Again 10. Legends Of Glory
Sito Web: https://www.iron-savior.com/

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