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Channel Zero – Recensione: Kill All Kings

Arrivano dal Belgio i Channel Zero, band sparita dalla scena Metal nel lontano 1997, anno in cui il combo capitanato dal singer Franky DSVD cessò la propria attività, tornando poi di nuovo in formazione nel 2011, dando alle stampe il loro quinto album dal titolo “Feed’Em With A Brick”; nel 2014 propongono la loro sesta fatica “Kill All Kings”, riprendendo il discorso musicale lasciato in sospeso alla fine degli anni novanta.

La formula proposta dai nostri è costituita sostanzialmente da un Heavy Metal roccioso dai contorni Hard Rock, fatto di riff di chitarra abrasivi e coinvolgenti, linee vocali ruvide ed aggressive che fanno il paio con aperture clean, ricordando in qualche occasione i ben più blasonati Alter Bridge.

Il quadro generale del sound dei Channel Zero può essere paragonato a quello della band di Myles Kennedy e Mark Tremonti, con una più marcata predilezione per ambientazioni Southern Rock. La somiglianza sopracitata è evidente soprattutto nel chorus di “Electronic Cocaine” (ascolta il sample qui), impossibile non notare la vicinanza di stile vocale e strumentale. Ovviamente i Channel Zero hanno una loro identità e lo dimostrano ampiamente lungo le dodici tracce che costituiscono la tracklist dell’album.

Procedendo con ordine, l’apertura affidata a “Dark Passenger” è sicuramente azzeccata: il brano inizia con un crescendo di chitarra che sfocia in un riff cadenzato carico di adrenalina, è subito headbanging. La voce di Franky DSVD appare forgiata appositamente per essere accompagnata dall’ottimo riffing di Mikey Doling, buono e mai invadente il drumming di Phil B.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche “Burn The Nation”(ascolta il brano qui), ben congegnata tanto nel verso, quanto nell’ apertura velatamente melodica del ritornello, l’incedere cadenzato del brano dà l’idea di un esercito in formazione d’attacco. Da citare anche “Digital Warfare” e la titletrack “Kill Al Kings” che si contraddistinguono per aggressività e buona struttura compositiva e la ballad “Brothers Keeper”, brano d’atmosfera e dai toni ben più pacati rispetto al resto.

Punto debole della band è sicuramente quello di ruotare spesso attorno alle medesime soluzioni, ma nonostante questo i brani sono comunque dotati di buona personalità; “Kill All Kings” non è un capolavoro, ma di certo una buona release che consegna una band in buona forma.

Voto recensore
6.5
Etichetta: Metal Blade

Anno: 2014

Tracklist:

01. Dark Passenger
02. Electronic Cocaine
03. Burn the Nation
04. Digital Warfare
05. Ego
06. Crimson Collider
07. Kill All Kings
08. Brother’s Keeper
09. Army of Bugs
10. Mind over Mechanics
11. Duisternis
12. Heart Stop


Sito Web: http://www.channel-zero.be/

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