Hellion – Recensione: Karma’s A Bitch

Gli Hellion, band di Ann Boleyn (una delle storiche regine del metal), tornano sulla scena in grande stile in questo 2014, dopo ben undici anni di assenza (l’ultimo album “Will Not Go Quietly” era infatti del 2003), con la compilation “To Hellion And Back” e con questo EP “Karma’s A Bitch” che si spera faccia da apripista ad un album vero e proprio.

Questa speranza viene palesata in quanto i cinque pezzi del nuovo EP sono davvero di buon livello e ci riportano in auge un gruppo che nel periodo del suo massimo splendore ha raccolto troppo poco.

“Karma’s A Bitch” è un piccolo monumento al metal classico anni ’80, suonato e registrato con la tecnologia odierna.

Il primo sintomo di qualità arriva innanzitutto dalla line-up di alto livello (tutte new entry) che accompagna la singer statunitense; troviamo infatti al fianco della Boleyn musicisti quali Simon Wright alla batteria (ex Ac/Dc, Dio e Ufo), il tastierista Scott Warren (anche lui ex Dio ed Heaven & Hell), il virtuoso della chitarra Maxxxwell Carlisle ed il bassista Bjorn Englen (Malmsteen).

La seconda sottolineatura riguarda la produzione che è stata eseguita da Wright, dalla Boleyn e dal leggendario Ken Scott (produttore di album storici di David Bowie e di tanti altri classici).

L’EP parte alla grande con le atmosfere vagamente horror di “Betrayer”, che inizia con una maligna chitarra acustica accompagnata dalla voce malinconica di Ann per poi trasformarsi in un furioso assalto power/speed in cui tutti i musicisti coinvolti han già modo di farsi notare. Ovviamente la voce della Boleyn si trasforma a sua volta, eruttando potenza ed aggressività.

La successiva title-track rappresenta il lato più melodico e hard rock, con un buon lavoro del tastierista Scott Warren. L’EP propone poi la classica cavalcata di grande impatto “Hell Has No Fury” (forse l’apice del lavoro insieme all’opener), la catchy “Watch The City Burn” e la potente e conclusiva “Rockin’ Till The End”, che fin dalle prime battute pone sugli scudi proprio la batteria di Simon Wright; il pezzo poi lascia spazio anche a Carlisle, che dimostra di esser prima di tutto un ottimo tessitore di melodie.

Nel complesso “Karma’s A Bitch” ci riporta in auge una vecchia gloria del passato che speriamo abbia ancora tanto da regalare ai propri fan.

Voto recensore
7
Etichetta: Cherry Red Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Betrayer

02. Karma’s A Bitch

03. Hell Has No Fury

04. Watch The City Burn

05. Rockin' Til The End


Sito Web: http://www.hellion.us/home

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. SteReh

    Nonostante l’eta’ canta ancora in modo divino. La dea dell’heavy metal made in U.S.A. e quando canta ancora in questo modo divino regala una buona dose di energia per affrontare un’altra giornata piena di noia e indifferenza.

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