Soto Band – Recensione: Inside The Vertigo

Quello di “Inside The Vertigo” è un Jeff Scott Soto che nessuno si aspettava di ascoltare. Accantonato il melodic rock delle ultime uscite soliste e il brillante AOR degli W.E.T. Il nostro si lancia in un progetto rischioso che abbraccia a piene mani l’hard rock moderno, con alcune inflessioni marcatamente heavy che trasportano l’insieme vicino addirittura al metal contemporaneo (ascoltare una song come “The Fall” a proposito).

La qualità del sound proposto e delle composizioni è assolutamente di prim’ordine, così come la solida prestazione di Mr. Soto, come sempre impeccabile nel proporre linee melodiche azzeccate e vocals potentissime, portando avanti un blend armonico personale e a tratti decisamente riuscito.

“Wrath” e “Break” sono ottimi esempi di quanti appena detto: la base ritmica è pulsante e distorta, ma le parti vocali cercano sempre la melodia, aprendo così uno squarcio di luce in song dall’incedere altrimenti crudo e rabbioso.

Se infatti la tipologia di suono può essere avvicinata in qualche modo all’alternative hard rock degli anni novanta, sia certe scelte melodiche che la presenza di assoli, a volte anche brevi, ma marcatamente metallici trasportano l’insieme maggiormente in campo hard & heavy, similmente a quanto fatto, anche se in modo differente, dagli Adrenaline Mob (tra l’altro Mike Orlando è tra gli ospiti del disco).

Da non sottovalutare anche alcune importanti variazioni sperimentali che si concretizzano ad esempio nella bella “Narcissistically Yours”, oltre otto minuti per una song dalla melodia suadente e dal timbro psichedelico che muta poi in un brano più classicamente heavy metal.

Altre canzoni, come ad esempio “When I’m Older” assumono una visione maggiormente intimista, con un uso neanche troppo banale di piccoli frammenti orchestrali e melodie più rock oriented.

Un peccato che le ultime tracce del disco mostrino qualche stanchezza compositiva di troppo, ovvero non coinvolgono più di tanto, ma in generale si puà parlare di un disco di valore.

Anche se, probabilmente, per molti dei fan più classici del nostro “Inside The Vertigo” risulterà troppo duro, moderno e strano, Jeff Scott Soto dimostra ancora una volta di possedere una voce poliedrica e adattabile ad ogni ruolo, dote sufficiente a fare di questo un lavoro di qualità comunque inappuntabile.

Voto recensore
7
Etichetta: Earmusic

Anno: 2015

Tracklist:

01. Final Say
02. The Fall
03. Wrath
04. Break
05. Narcissistically Yours
06. End of Days
07. Inside The Vertigo
08. When I’m Older
09. Trance
10. Jealousy
11. Karma’s Kiss
12. Fall To Pieces


Sito Web: http://sototheband.com/site/index.html

riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Giulio B

    Produzione di ottimo livello e Soto in gran spolvero. Sound moderno e roccioso.
    Peccato che lo preferisca nettamente nella versione W.E.T.
    la mia preferita (infatti) è la melodica “When I’m Older”.il resto non mi entusiasma!

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login