Marty Friedman – Recensione: Inferno

Finalmente, è proprio il caso di dirlo e di ribadirlo, abbiamo la dimostrazione ufficiale che il prolungato soggiorno di Marty Friedman nella terra del Sol Levante non ha compromesso le sue capacità di comporre. Intendiamoci, non è che gli ultimi lavori, le raccolte Tokyo Jukebox” (la recensione) e Tokyo Jukebox 2” (la recensione), fossero brutti lavori, semplicemente, confrontati a questa nuova uscita, impallidiscono, sbiadiscono e si dimenticano all’istante. Non a caso, l’album sta riscuotendo un grande successo negli Stati Uniti, ed ha raggiunto posizioni alte, ed è la prima volta per un album solista per lo shredder ex Megadeth, nella famosa classifica di Billboard.

Non sappiamo i motivi per cui Friedman abbia intitolato il suo nuovo album “Inferno”, ma è sicuro che il suo modo di suonare ha un che di demoniaco, un po’ come se il chitarrista fosse posseduto dal suo strumento. Non a caso, tutti i brani dell’album sono di facile ascolto, a dispetto di una perfezione tecnica ancora una volta ineccepibile e di una grande varietà di stili, un aspetto che dipende anche dalle molte, importanti collaborazioni presenti nel disco. Sono collaborazioni anche strane, apparentemente difficili da conciliare fra loro, come quella con Rodrigo y Gabriela nella folle “Wicked Panacea”  che si accosta alla violenza del sound di Alexi Laiho nell’aggressiva “Lycanthrope”, ma che la grande abilità di Marty Friedman riesce ad unire, rendendo “Inferno” un album solido e coeso. Tutti i brani meriterebbero un discorso a sé, ma in questo contesto vogliamo comunque citare “Horrors”, scritta ancora una volta da quell’unione di menti superiori che è stato ed è ancora il duetto tra Friedman e Jason Becker (le parti di chitarra acustica poi sono state incise in modo magistrale da  Ewan Dobson), a dimostrazione di un sodalizio artistico e umano che dura da quasi trent’anni e che continua a superare barriere in apparenza insormontabili. Un disco che piacerà ai chitarristi e anche a chi, in generale, apprezza l’heavy metal moderno, dai suoni pesanti e dall’impatto diretto.

Voto recensore
8
Etichetta: Prosthetic Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Inferno
02. Resin
03. Wicked Panacea (feat. Rodrigo y Gabriela)
04. Steroidhead (feat. Keshav Dhar)
05. I Can’t Relax (feat. Danko Jones)
06. Meat Hook (feat. Jørgen Munkeby)
07. Hyper Doom
08. Sociopaths (feat. David Davidson)
09. Lycanthrope (feat. Alexi Laiho & Danko Jones)
10. Undertow
11. Horrors (co-written by Jason Becker)
12. Inferno (reprise)


Sito Web: https://www.facebook.com/martyfriedman.official?fref=ts

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Alberto Capettini

    Che spettacolo di album ci ha confezionato il buon Marty!!!!

    Reply

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