A Life Divided – Recensione: Human

Tempo di come back per i tedeschi A Life Divided, band attiva da circa dodici anni e rivolta al lato più easy listening e radiofonico della musica alternativa. “Human” non propone nessuna novità di rilievo se paragonato agli altri capitoli della discografia dei nostri (citiamo il recente “The Great Escape”), da tempo autori di platter intriganti e piacevoli ma privi di ogni pretesa artistica.

Anche la nuova release svolge dunque una funzione principalmente intrattenitiva, grazie ad una serie di brani laccati e canterini che combinano un rock di facile consumo a basi elettroniche kitsch e ridondanti, tra synthpop depechemodiano e techno boombastica. Fruibili come un gruppo pop e dediti a testi ombrosi relativi ai consueti “inner struggles”, i nostri A Life Divided si muovono disinvolti tra romanticismo e ruffianeria.

Difficile dire qualcosa di più su questo ensemble, davvero innocuo e adolescenziale ma altrettanto competente nel creare musica da accompagnamento che non richiede troppi sforzi. Date pure una chance ad episodi orecchiabili con un refrain tutto da cantare come “Inside Me”, “My Apology” o “Lay Me Down”, la loro immediatezza potrebbe far sorridere anche i metallari più duri.

Voto recensore
6
Etichetta: AFM Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Burst
02. The Most Beautiful Black
03. Inside Me
04. Own Mistake
05. Right Where I Belong
06. Just Nothing
07. Could You
08. Drive
09. My Apology
10. Believe
11. Live Forever
12. Lay Me Down
13. Happy End


Sito Web: http://www.a-life-divided.de/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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