The Moon And The Nightspirit – Recensione: Holdrejtek

Prophecy Records licenzia Holdrejtek”, nuovo studio album del combo ungherese The Moon And The Nightspirit. Chi ha già sentito parlare di questo ensemble, magari dopo aver letto proprio la nostra recensione del precedente album “Mohalepte”, di certo sa cosa aspettarsi.

In occasione della nuova fatica, il gruppo guidato dalla multi-strumentista e vocalist Mihaly Szabo, esclude ogni possibile variazione dal percorso artistico tracciato fino ad oggi, il che garantisce sicurezza ma pone anche dei paletti molto appuntiti che impediscono ogni possibile ipotesi evolutiva.

Il sound di “Holdrejtek” resta quindi ancorato ai dettami di un neofolk dai tratti eterei e pagani, costruito su arpeggi, percussioni, inserti di violino e vocalizzi femminili delicati che solo di rado incontrano l’accompagnamento maschile. Al di là di questi “limiti” stilistici, l’album scorre oggettivamente bene attraverso della tracce talvolta cariche di introspezione e narranti le bellezze della natura (le due parti di “Mikrokozmosz”), talaltra sanguigne e folcloristiche, come ad esempio la spensierata danza “Bolyongo”.

Il compito è indubbiamente svolto con professionalità e se il manierismo per voi non è un problema, potrete accogliere “Holdrejtek” positivamente. Ovvio che tutto dipende da quanto simili sonorità entrino nelle vostre corde, chi segue acts del settore che preferiscono essere piacevoli piuttosto che impegnativi (Dornenreich Faun, Enya – perché no?-), non avrà difficoltà ad apprezzare il nuovo platter dei magiari.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Prophecy Records

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Mohaszentély
02.  Égnyitó
03.  Magban Alvó
04.  Bolyongó
05.  Mikrokozmosz pt. 1
06.  Tavaszhozó
07.  Mikrokozmosz pt. 2
08.  Álomszövo
09.  Holdrejtek


Sito Web: http://themoonandthenightspirit.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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