The Sword – Recensione: High Country

Uscito a tre anni di distanza da “Apocryphon”, il nuovo lavoro degli statunitensi The Sword prosegue in un certo senso il cammino intrapreso dal lavoro precedente, con una caratterizzazione di genere che si allontana sempre di più dal doom e si stabilizza su uno stoner rock abbastanza leggero e personale. Nonostante l’album sia composto da ben quindici brani, non ci dobbiamo aspettare di essere di fronte a un’opera mastodontica e infinita; a parte “Mist And Shadow” infatti, che dura cinque minuti e mezzo ed è comunque un pezzo godibile e multiforme, gran parte dei pezzi di “High Country” si rivelano poco più che frammenti musicali di un paio di minuti ciascuno, quasi come delle bozze sull’orlo dell’incompiutezza. Ce n’è per tutti i gusti; dalla delicata “Silver Petals”, strumentale per sola chitarra acustica che regala un attimo di pace come un’oasi nel deserto, alle distorsioni di “Agatha” passando per pezzi espressivi come “Tears Like Diamonds”, “Suffer No Fools” e la desertica “Dust”, i The Sword hanno realizzato un’opera piena di spunti e suggestioni differenti. Il disco si rivela quindi adatto sia ai fan della prima ora, che non dovrebbero avere problemi a ritrovarsi nel nuovo percorso intrapreso dai The Sword, sia a chi segue in generale le suggestioni dello stoner rock, fatto di suoni scarni e riff di chitarra a volume pieno alternati a momenti più tranquilli. Un quinto album che consolida la loro carriera e fa dei The Sword una realtà importante del metal statunitense.

Voto recensore
7
Etichetta: Razor & Tie

Anno: 2015

Tracklist:

01. Unicorn Farm
02. Empty Temples
03. High Country
04.Tears Like Diamonds
05. Mist and Shadow
06. Agartha
07. Seriously Mysterious
08. Suffer No Fools
09. Early Snow
10. The Dreamthieves
11. Buzzards
12. Silver Petals
13.Ghost Eye
14. Turned to Dust
15. The Bees of Spring


Sito Web: https://www.facebook.com/theswordofdoom?fref=ts

anna.minguzzi

view all posts

Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login