Teramaze – Recensione: Her Halo

La “buona maniera” è quella che i pittori rinascimentali apprendevano presso le botteghe dei propri maestri. Gli australiani Teramaze con questo nuovo album dimostrano di aver fatto propria la lezione di mostri sacri quali Dream Theater e Pain of Salvation.

Tra le otto tracce che compongono “Her Halo”, infatti, i nostri non variano la propria proposta musicale che attinge a pieni mani dal songbook delle band sopracitate. Liquidare, però, il lavoro dei Teramaze come una copia pedissequa di mostri sacri del genere risulta sbagliato ed irrispettoso. Pur muovendosi in territori già esplorati e codificati da altri, i Teramaze riescono a realizzare un album caratterizzato da una grande eleganza in fase compositiva, suonato e prodotto in maniera eccellente, e contraddistinto da uno spiccato e raffinato gusto melodico.

L’opener di “Her Halo” è un perfetto bigliettino da visita per capire cosa ci aspetta tra i solchi di questo disco. Una suite di circa 12 minuti in cui la struttura canzone viene scomposta, dilatata, ampliata con parti strumentali dal forte impatto emotivo, in cui su tutto si staglia uno strugente intreccio di chitarre e pianoforte.

“To Love, A Tyrant”, ha un incidere più marziano, lento e circolare in cui le chitarre si fanno più dure, e il mood generale del brano diventa più oscuro, richiamando l’atmosfera di “Space Die West”, brano dei Dream Theater.

“Out of Subcobscious” è una cavalcata melodica con un ritornello dalla sicura presa, che sarà molto su efficace in sede live. Questo brano insieme a “Broken”, ballata insolita che gioca sul contrasto tra chitarre acustiche e altre dal taglio più durò, rappresentano gli episodi più riusciti del disco, i più immediati e diretti.

Quello che però manca è la costanza della qualità in fase di composizione. La presenza di brani quali la title-track o la strumentale “Trapeze” indeboliscono non poco la tenuta generale dell’album, abbassando drasticamente l’interesse dell’ascoltatore.

Saper suonare da solo non basta, e questo i Teramaze l’hanno capito. Quando si lanciano in composizioni più complesso la loro perizia e la loro sensibilità raggiunge ottimi risultati, perdendo molto, invece, negli episodi più brevi. Non risulta un passaggio a vuoto questo “Her Halo”, ma di certo, viste le premesse e la qualità dei personaggi coinvolti, un’occasione mancata nella crescita della band.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Mascot Label Group

Anno: 2015

Tracklist:

1. An Ordinary Dream (13:51)
2. To Love A Tyrant (8:02)
3. Her Halo (5:24)
4. Out of Subconscious (5:26)
5. For The Innocent (5:03
6. Trapeze (4:42)
7. Broken (5:59)
8. Delusions of Grandeur (9:49)


Sito Web: http://teramaze.com.au/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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