Gamma Ray – Recensione: Heading For Tomorrow (25th Anniversary Edition)

Ricordo ancora lo sguardo terrorizzato di molti fan degli Helloween alla notizia dell’uscita del mitico Kai Hansen dalla band, così come la tensione davanti a questa prima uscita targata Kai Hansen’s Gamma Ray (il nome del nostro era infatti bello visibile in copertina, onde evitare qualsiasi confusione su chi fosse il padrone del progetto).

Poco si sapeva infatti all’epoca di quanto inciso dalla band, visto che solo un singolo allegato a Metal Hammer inglese (“Heaven Can Wait”) e un altro solo promozionale (“Space Eater”) erano circolati con qualche anticipo, ma nell’era pre-internet a noi mortali l’accesso ad uscite così limitate non era certo agevole.

Sta di fatto che all’ascolto del disco i dubbi di molti furono spazzati via, perché di sicuro “Heading For Tomorrow” è un disco di quelli che si attaccano allo stereo come pochi altri, e di sicuro con un’uscita di questa qualità il buon Kai spazzò via la presunta concorrenza con gli Helloween (che ci misero circa un altro anno e mezzo a pubblicare il non certo entusiasmante “Pink Bubbles Go Ape”).

Le canzoni sono quasi tutte di bel livello, con alcuni apici come la citata e marcatamente Helloween-oriented nello stile “Heaven Can Wait”, la superbamente Priestiana “Space Eater” (influenza che diventerà sempre più marcata con il tempi, visto che anche Scheepers non ha certo mai nascosto il proprio gradimento verso la band inglese), ma anche alcuni gioielli come la bellissima ballata melodica e ariosa “The Silence”, o la lunga title track (14 minuti), vera prosecuzione nell’intenzione di un classico helloweeniano come “Keeper Of The Seventh Keys” (anche se stiamo parlando di una traccia meno speed e più epic e hard&heavy oriented).

Possiamo certo concludere che “Heading For Tomorrow” ha segnato un passaggio importante er la storia artistica non solo di Kai Hansen, ma dell’intero movimento metal, rappresentando con la propria maturità compositiva e le scelte di suoni allo stesso tempo una continuità con il metal anni ottanta, ma proiettando sonorità e testa in quello che poi sarebbe diventato il power metal anni novanta, con una forte connotazione melodica nell’uso dei ritornelli e un’attenzione particolare al peso specifico della base ritmica.

Se rimane quindi pacifico che chiunque non ha il disco in casa è tenuto ad acquistare una copia di questa piccola gemma, resta da capire se questa nuova versione valga in qualche modo la pena di essere presa in considerazione da chi possiede già una di quelle precedenti. In questo caso mi permetto di sollevare qualche dubbio, visto che le bonus del secondo disco sono al massimo nulla più che curiosità (outtake, versioni differenti o karaoke), mentre le tre tracce incluse nel primo disco sono le stesse bonus già presenti nelle ristampe remastered precedenti. Diciamo che forse solo chi possiede ancora la prima versione senza queste tre aggiunte potrebbe trarre giovamento dall’affiancamento alla suddetta di questa nuova stampa targata 2015. Non mi pare infatti che ci siano stati grandi miglioramenti in fatto di suoni e sinceramente anche l’ennesima riformulazione dell’artwork non si candida tra le opere d’arte del nuovo millennio (se mi passate l’eufemismo).

Etichetta: earMUSIC

Anno: 2015

Tracklist:

CD1
01. Welcome
02. Lust For Life
03. Heaven Can Wait
04. Space Eater
05. Money
06. The Silence
07. Hold Your Ground
08. Free Time
09. Heading For Tomorrow
10. Look At Yourself
11. Mr. Outlaw (Japanese Bonus Track)
12. Sail On (B-Side from “Heaven Can Wait” EP)
13. Lonesome Stranger (B-Side from “Heaven Can Wait” EP)
CD2
01. Who Do You Think You Are
02. Heaven Can Wait (Demo)
03. Money (Demo - Kai on vocals)
04. Sail on (Demo - Kai on vocals)
05. Heading For Tomorrow (Live)
06. Space Eater (Live)
07. The Silence (Demo - Kai on vocals)
08. Mr. Outlaw (Instrumental Version)
09. Heaven Can Wait (Demo - Kai on vocals)
10. Heading For Tomorrow (Karaoke Version)
11. Space Eater (Karaoke Version)
12. Lonesome Stranger (Demo)


Sito Web: https://www.facebook.com/gammarayofficial

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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