Wolf Hoffmann – Recensione: Headbanger Symphony

Metal e musica classica cercano da tempo un connubio, che quasi sempre porta ottimi risultati. L’elenco di opere che si allineano su questo filone anno in anno comincia a diventare lungo; basti pensare al Concerto per chitarra elettrica e orchestra, uno dei punti più alti della carriera di Yngwie Malmsteen, o all’enorme carrozzone a nome Trans-Siberian Orchestra, per avere un’idea di come questa associazione di generi in apparenza così diversi possa portare a risultati eclatanti. Anche Wolf Hoffmann, chitarrista degli Accept, ha quindi voluto dare il suo contributo a questa causa, e ha prodotto un disco solista che è un omaggio alla musica classica dal primo all’ultimo brano.

L’obiettivo di “Headbanger Symphony” è quindi quello di riproporre in chiave metal, facendosi accompagnare però da un’orchestra, alcuni brani di musica classica cari a Hoffmann; molti di questi sono talmente famosi che non c’è bisogno di una formazione specifica in musica classica per conoscerli. Lo Scherzo di Beethoven con cui si apre l’album (che probabilmente in passato è stato usato anche in qualche pubblicità), l’Adagio di Albinoni, la Notte sul Monte Calvo di Mussorgsky, Il lago dei Cigni o l’Aria sulla quarta corda (sì, quella che faceva da sigla a “Superquark”) sono opere che fanno ormai parte della conoscenza comune; forse il brano meno noto è “Je Crois Entendre Encore”, che è un’aria estratta dall’opera lirica “I pescatori di perle” di Bizet. Per il resto, si tratta di brani fruibili a chiunque, riarrangiati senza mai perdere di vista nè l’aspetto più orchestrale nè il metal. La chitarra di Hoffmann è infatti in primo piano per la maggior parte del tempo e si sa fondere e accompagnare in un modo molto spontaneo e naturale con gli strumenti dell’orhestra. Anzi, in certi casi, come nella rivisitazione del Lago dei cigni, è la parte metal che prevale nettamente su quella classica, con l’orchestra a fare da suggestivo sottofondo e la chitarra a cantare il tema principale con grande intensità. Non ci si deve quindi aspettare un disco pesante, un macigno con cui Hoffman vuol fare cadere dall’alto la propria cultura in ambito classico; al contrario, “Headbanger Symphony” è un disco di grande apertura mentale, ottimo sotto tutti i punti di vista in ogni sua parte e adattissimo anche per chi ha fatto dell’headbanging la propria ragione di vita. C’è comunque possibilità di  agitare la chioma e di alzare il volume al massimo per assaporare in pieno la profonditò di questa fusione tra generi.

wolf hoffmann

Voto recensore
8
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2016

Tracklist: 01. Scherzo (L. v. Beethoven)

02. Night On Bald Mountain (M. Mussorgsky)

03. Je Crois Entendre Encore (G. Bizet)

04. Double Cello Concerto In G Minor (A. Vivaldi)

05. Adagio (T. Albinoni)

06. Symphony No. 40 (W. A. Mozart )

07. Swan Lake (P. Tchaikovsky)

08. Madame Butterfly (G. Puccini)

09. Pathétique (L. v. Beethoven)

10. Meditation (J. Massenet)

11. Air On The G String (J. S. Bach)
Sito Web: https://www.facebook.com/accepttheband/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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