Carnal Forge – Recensione: Gun To Mouth Salvation

Beata gioventù, beata innocenza e beate passioni musicali mai del tutto sopite. Spesso nascoste, chiamatele pure minori se vi fa più comodo, ma sempre passioni. I Carnal Forge rientrano forse nelle “minori”, perché per i tempi i nostri non brillavano certo per innovazione musicale o particolare inventiva nel “già sentito”. Erano lì nel mucchio, ma sgomitavano che era un piacere sentirli.

Emersi dalla Svezia death metal a cavallo tra i due millenni, fratelli minori (vuoi per fortune, vuoi anche per una certa poca propensione all’innovazione) dei Soilwork e dei Darkane e di tutta una scena swedish che tanti (danni direbbe qualcuno) ha impressionato soprattutto negli States prima ancora di teorizzare il metal-core. Uno, due, tre dischi poi…

Poi il silenzio. La “lunga pausa di riflessione”, lo scioglimento o chiamatelo come vi pare ma di loro più nessuna traccia. Poi qualche live, la promessa di produrre del nuovo materiale ed il leader Jari Kuusisto a tirare le fila di tutta la baracca ancora una volta. Dopo tanto aspettare ecco arrivare “Gun To Mouth Salvation”.

Subito deciso e determinato perché “Parasites” è una rasoiata d’altri tempi, così come “Reforged” che sembra una vera e propria dichiarazione d’intenti nei confronti di un mondo che potrebbe averli dimenticati. Perché il rischio è davvero ad un passo anche per chi stakanovista lavora senza soluzione di continuità tra palchi e studi di registrazione. Indipendentemente dal peso di questo ritorno i nostri regalano all’ascoltatore uno swedish death metal talmente canonico da essere perfetto. Nelle canzoni di questo “Gun…” ci sono tutte le risposte giuste: canzoni tirate, melodiche, canzoni con più groove e tanta voce “incazzata” insieme a sfuriate di batteria.

Piacciono “Bound In Flames” , la diretta “King Chaos” e la groovy “Hellride” anche se in fin dei conti è tutto il disco a strappare ben più di un sorriso.

“Gun…” scorre via che è un piacere, non offre spunti di discussione da salotto legati a questa o quella scelta stilistica o decisione a livello di produzione. Solo energia, canzoni taglienti ed un sorriso stampato in faccia per chi ha visto il genere crescere negli anni ’90 dello scorso secolo.

Utile? No. Bello? Sì. Piacevole? Decisamente. E allora tanto vi basti per rimanere per sempre adolescenti.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Vici Solum Productions

Anno: 2019

Tracklist: Parasites Reforged Aftermath Endless War Bound in Flames King Chaos The Order Hellride State of Pain Sin Feast Paradise The Stench
Sito Web: https://www.facebook.com/carnalforge/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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