Autumn’s Dawn – Recensione: Gone

Gli Autumn’s Dawn sono un two-piece australiano che giunge con “Gone” alla prima fatica sulla lunga distanza. La band è formata da due multi strumentisti che, seguendo le tendenze “depressive” del gruppo, si nascondono dietro ai nickname di Anguish e Sorrow. Cercando di scoprire qualcosa in più sull’identità del duo, scopriamo che Anguish risponde al nome di Matthew Bell (che abbiamo di recente apprezzato nei bravi goth metallers Rise Of Avernus), mentre Sorrow è l’eclettico Tim Yatras, un musicista che ha maturato esperienza in band dei più disparati generi, dal black metal alla techno music e che un paio di anni fa è stato molto apprezzato dall’autore di questo articolo per il sorprendente progetto Germ.

L’unione delle due personalità ha prodotto l’interessante platter degli Autumn’s Dawn, una sorta di depressive rock riveduto e corretto in cui entrano contaminazioni di extreme melodic metal e alcuni ritrovati moderni che a tratti flirtano addirittura con il pop. Non spaventatevi, la band offre un ascolto che in definitiva è parecchio fruibile, ma sempre interessato da un alone di malinconia che accompagna bene un panorama lirico dove gli “inner struggles” trionfano.

L’opener “The Ashes Of A Life” è già un brano che sposa quel sound moderno di derivazione melodic death, retto da una melodia portante immediata e un tiro vicino al rock di largo consumo. Eppure il pezzo piace, il gruppo riesce ad essere cupo e notturno, costruendo un episodio che potrebbe raggiungere un pubblico piuttosto vasto. L’alchimia si ripete in canzoni come “Grace Of The Grave”, “When The Sun Sets For The Last Time” (questa è addirittura sfacciata per quanto immediata),”Black Stare, Dead Eyes”, un potenziale singolo, passateci il termine, “extreme pop” e la titletrack, costruita su di una melodia portante facile e di presa.

Nell’economia del sound appare indispensabile la voce di Tim, che passa con disinvoltura da un growling secco quasi di matrice metalcore  a un pulito emozionante che talvolta (ad esempio in “Gone”) finisce nel falsetto. Matthew Bell si impone invece come chitarrista fantasioso, che non lesina riff robusti ma nemmeno assoli garbati e che nella loro relativa semplicità, finiscono per catturare l’attenzione.

In definitiva gli Autumn’s Dawn offrono una prova ben riuscita, un platter per molti versi sornione ma che evita troppa ruffianeria, interessante alternativa per chi segue acts come Katatonia, Hereitor o Lifelover.

 

Voto recensore
7
Etichetta: Eisenwakd Tonschmiede

Anno: 2014

Tracklist:

01.  The Ashes Of A Life

02.  Until My Heart Corrodes With Rust

03.  Into The Cold

04.  Grace Of The Grave

05.  When The Sun Sets For The Last Time

06.  Blank Stare, Dead Eyes

07.  Dawn

08.  Through The Rusted Gates Of Time

09.  Gone


Sito Web: https://www.facebook.com/autumnsdawnband

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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