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Sebastian Bach – Recensione: Give’Em Hell

Dopo aver donato gola e polmoni ad alcuni album imprescindibili della musica hard rock insieme agli Skid Row Sebastian Bach ha intrapreso una carriera solista che si è dimostrata quantomai avara di qualità (almeno dal nostro punto di vista).

Nonostante uno schieramento di personalità artistiche più che interessante a far da contorno alle varie uscite il nostro non ha mai davvero centrato il bersaglio, azzeccando qualche canzone, ma mancando costantemente l’appuntamento con il disco intero.

“Giv’Em Hell” non cambia di molto questo andazzo, proponendo ancora una volta in formazione un batterista eccellente come Bobby Jarzombek, ma anche il lavoro come produttore di un altro pezzo da novanta come Bob Marlette, senza dimenticare le partecipazioni di Steve Stevens, John 5 e Duff McKagan, ma paradossalmente il vero problema diventa proprio lo stesso Sebastian Bach.

La sua voce non possiede ormai da anni la potenza di una volta, ma soprattutto mancano spesso linee vocali capaci di restare impresse e per un lavoro che dovrebbe avere proprio il singer come principale protagonista ci pare un difettuccio non da poco.

Nulla da recriminare ci viene infatti sul contributo degli altri musicisti, sempre ottimi e ben sul pezzo, ma anche, e senza sorpresa, il suono del disco è eccellente, moderno e pastoso, senza mai tralasciare il timbro rock più classico.

Si tratta di un insieme che funziona bene soprattutto quando le canzoni viaggiano a pieno regime, come accade per “Harmony”, il buon groove di “Temptation” (qui il video) l’hard più classico di “Gun To A Knife Fight” o la bella ballata “Had Enough”, ma che nella maggior parte dei casi appare più utile a mettere una pezza a qualche lacuna dello stesso Bach nell’interpretazione (“Push Away” ha una parte vocale terribile, ad esempio) o a far dimenticare che certe altre song non hanno davvero molto da dire, come la noiosa “Disengaged” o la spente “Rock N’ Roll Is A Vicious Game” e “Forget You” (brano con qualche spunto interessante, ma che non parte mai), senza contare la terribile “Taking Back Tomorrow” (qui il video).

Nel complesso “Giv’em Hell” un ascolto lo merita anche, ma per chi, come il sottoscritto, ha amato molto la prima parte della carriera del nostro si tratta comunque dell’ennesimo lavoro non all’altezza delle aspettative.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Hell Inside My Head
02. Harmony
03. All My Friends Are Dead
04. Temptation
05. Push Away
06. Dominator
07. Had Enough
08. Gun To A Knife Fight
09. Rock N Roll Is A Vicious Game
10. Taking Back Tomorrow
11. Disengaged
12. Forget You


Sito Web: http://sebastianbach.com/splashpage.php

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. giulio b

    Piu passano gli anni e piu gli album di Sebastian Bach solista ingrigiscono quanto di eccezionale aveva fatto nei suoi primi 2 album con gli Skid Row.
    Gia le copertine lasciano il tempo che trovano (seppure questa ha delle tonalità simili a Slave to the Grind) ma fosse solo per quello…..
    Album moderno e suonato bene…. ma nulla (proprio nulla) di eccelso o quanto meno da ricordare.
    Salvo il lento “had enough” il primo singolo e poco altro.
    Ennesima delusione

    Reply
  2. Capitan Andy 74

    ….con questa ultima fatica se Seba a mio parere non ci siamo proprio….una cozzaglia di brutte canzoni tra il new metal modaiolo americano e il post grunge degli anni 90-2000!!!…ma perche’ una bella voce cosi’ si ostina a proporre questo sound modernista??? …ma…non capisco! basterebbe circondarsi di buoni songwriter e produrre canzoni un po’ piu’ orecchiabili almeno come alcune prodotte negli ultimi anni…ad esempio my own worst enemy…o by your side …o falling into you!!!!….ci saremmo gia’ tutti accontentati!!!

    Reply

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