GC Project – Recensione: Face The Odds

Ci sono volte in cui la vita ci mette davanti a fatti compiuti, senza che noi possiamo in alcun modo influenzare gli eventi; a volte sono eventi piacevoli, nella maggior parte dei casi sono sberle belle forti che ci arrivano in faccia quando meno ce lo aspettiamo. Qualunque sia la situazione in cui ci troviamo, dobbiamo affrontarla tenendo conto delle varie probabilità, delle possibilità che ci sono offerte, considerando anche i momenti brutti come delle ripartenze. E’ forse questa la sintesi del pensiero sottostante “Face The Odds“, un disco per certi versi anomalo perchè, se è vero che stiamo parlando di un progetto solista (e fin qui niente di strano), è anche vero che il suo autore è un batterista (e questo è un po’ più insolito). La sigla GC Project nasconde infatti Giacomo Calabria, che dietro le pelli ha suonato un po’ ovunque, non nascondendo il suo amore per il prog metal, che è comunque il genere di riferimento per questo full length, ma non disdegnando anche esperienze più “leggere” nell’ambito dell’hard rock e, comunque, mostrandosi sempre interessato alle contaminazioni tra generi. Contaminazioni evidenti, partendo dalla fine, nella ghost track a termine del disco, la cover di “The Black Page #1” di Frank Zappa, un personaggio che fu talmente geniale da non poter essere inquadrato in nessuna categoria musicale, e che permette a Giacomo Calabria di esprimere al meglio le sue capacità tecniche.

Le abilità per quanto riguarda la composizione sono invece evidenti in tutto il resto del full length, che spazia tra brani strumentali con escursioni verso il jazz (“Town Fair“) a parti decisamente orientate verso un prog metal raffinato, dove ogni strumento ha possibilità di esprimersi in diverse sfaccettature.  “The Spring and the Storm, Pt. 2 – Another Me” è un brano apparentemente in sordina, una riflessione malinconica su se stessi accompagnata per la maggior parte da strumenti in acustico; ad esso si contrappone la rabbiosa “Southern Comfort“, con un sound più heavy e un’introduzione che richiama la musica araba. Ottima anche l’altra traccia strumentale, “Water In The Desert“, mentre il concept si chiude con il messaggio comunque positivo di “Never Again“, secondo cui la solitudine è solo un’apparenza e ci sono persone che restano con noi anche se non le vediamo.

Un progetto importante e imponente, a cui hanno preso parte oltre venti musicisti, un altro aspetto che contribuisce a dare più sfaccettature all’album, che è anche una dichiarazione di amore verso la vita, a dispetto di tutte le difficoltà in apparenza insormontabili.

gc project face the odds

Voto recensore
8
Etichetta: Sliptrick Records

Anno: 2015

Tracklist: 01. Hold On

02. The Spring and the Storm, Pt. 1 – The Road to Awareness

03. Town Fair

04. The Spring and the Storm, Pt. 2 – Another Me

05. Southern Comfort

06. Water in the Desert

07. The Spring and the Storm, Pt. 3 – Panic Attack

08. Darkest Enemy

09. 18 Circles of Life

10. Friend of Glory

11. Never Again


Sito Web: https://www.facebook.com/Giacomo-Calabria-431205433638970/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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