Cannabis Corpse – Recensione: From Wisdom To Baked

Dotati di una forte dose di ironia, cosa non proprio comune in ambito death metal, i simpatici Cannabis Corpse arrivano addirittura a confezionare il loro quarto disco dal 2006. Un risultato già di suo non disprezzatile per una band nata come side project di Land Phil (Municipal Waste) e pensata per essere poco più di una parodia in abbondante insalata di marijuana dei ben più seriosi Cannibal Corpse.

Ancora meglio se pensate che in fondo i Cannabis Corpse sanno hanno scrivere e suonare musica più che godibile, certamente lontana dalla complessità strutturale dei padrini Cannibal, ma pur sempre basata sui dettami classici del death metal e su una più che discreta padronanza strumentale.

From Wisdom To Baked”, ennesimo titolo storpiato e preso a prestito dalla storia del genere (in questo caso dai Gorguts), non inventa di certo qualcosa di nuovo, ma ci permetet di vedere un mondo a noi conosciuto sotto una luce diversa e decisamente poco seriosa.

Da questo punto di vista i Cannabis Corpse forse tendono un po’ ad esagerare nelle reprise di riff e accenni strumentali strappati a forza dai maestri ispiratori e d’altronde anche solo titoli come “Baptized In Bud”, “Individual Pot Patterns” o “Thc Crystal Mountain” lasciano intendere con chiarezza dove si vuole andare a parare.

Qualche brano è anche sufficientemente complesso da sfiorare il techno-death metal, come la validissima “Pull The Carb” (ascolta il brano), rubacchiata evidentemente a “Pull The Plug” (la recensione di “Leprosy), o la citata “Thc Crystal Mountain”.

Non lasciatevi però ingannare dai titoli, solo raramente i Cannabis Corpse ricordano, anche solo lontanamente la band di Schudliner, per la maggior parte dei trentasei minuti di durata siamo di fronte ad un semi-clone dei Cannibal Corpse e al massimo con qualche elemento di vecchi Gorguts e Deicide.

Come tutte le formule ripetute ad oltranza, anche quella scherzosa dei Cannabis Corpse rischia alla lunga di diventare pesante, ma per il momento ci pare che ancora i nostro reggano il colpo e tengano botta con convinzione. Sicuramente non fondamentali, ma se avete voglia di qualcosa di poco impegnativo e concettualmente

Voto recensore
6,5
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2014

Tracklist:

01. Baptized In Bud
02. Zero Weed Tolerance
03. Weedless Ones
04. Individual Pot Patterns
05. Pull The Carb
06. Considered Dank
07. Voice Of The Bowl
08. THC Crystal Mountain
09. With Their Hash He Will Create
10. From Wisdom To Baked
11. Medicinal Healing


Sito Web: https://www.facebook.com/pages/Cannabis-Corpse-Official/104903899597371

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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