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Pallbearer – Recensione: Foundations Of Burdens

“Foundations Of Burden” (i dettagli) è il secondo studio album degli americani Pallbearer, band foriera di una concezione di doom metal piuttosto interessante. La nuova fatica del four piece dell’Arkansas inanella sei tracce in massima parte lunghe e sfaccettate (ad eccezione dell’intermezzo “Ashes”) giocate su ritmi compressi e diluiti, questo sì, ma altrettanto cangianti e forti di melodie gentili e malinconiche.

Se volessimo cercare un termine di paragone potremmo trovarlo nei connazionali While Heaven Wept, con i quali si registrano similitudini nella ricchezza del sound, che talvolta affonda in inflessioni progressive estremamente cupe che, con le dovute cautele, mostrano una certa continuità nelle produzioni più recenti degli Opeth.

“Foundations Of Burden” avanza solenne e carico di introspezione; non sono escluse soluzioni per così dire, “epiche”, ma a trionfare sono i toni crepuscolari. Fin dall’opener “Worlds Apart” notiamo come le parti suonate siano nettamente preponderanti e tanto le chitarre, quanto la sezione ritmica, spezzano la linearità del doom con dette parentesi, senza tuttavia perdere di vista la necessità di adagiarsi su ritmi lenti e atmosferici. La voce di Brett Campbell, versatile e capace di passare da tonalità liriche ad altre molto più secche e in linea con il genere di riferimento, è quasi da considerarsi un corollario che interviene nei pezzi al pari di uno strumento.

L’ascolto non presenta particolari cedimenti e tra i brani dell’album spiccano ancora “The Ghost I Used To Be”, dove i nostri mostrano il loro lato più intimo irrorando il brano con robuste dosi di arpeggi e melodia e “Vanished” che chiude il disco con una maggiore incisività, pur lasciando che il finale si renda viepiù silenzioso e distante. Non ultimo, segnaliamo il buon lavoro in fase di registrazione e missaggio da parte di un nome di spicco, ovvero Billy Anderson (Melvins, Brutal Thruth, Sleep, Neurosis, Mr.Bungle e altri), che da al platter un sound pulito ma leggermente distorto, ideale per le atmosfere di “Foundations Of Burden”.

Voto recensore
7
Etichetta: Profound Lore

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Worlds Apart
02.  Foundations
03.  Watcher In The Dark
04.  The Ghost I Used To Be
05.  Ashes
06.  Vanished


Sito Web: http://pallbearerdoom.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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