Whitesnake – Recensione: Flesh & Blood

Ecco una recensione che scotta! Dopo i primi singoli gentilmente anticipati nei mesi scorsi e che mostravano canzoni passabili ed una voce però decisamente affaticata, ora siamo in grado di dichiarare che il Serpente Bianco si è salvato con eleganza, una volta ancora!

Scioriniamo prima le cifre: 41 anni di onorata carriera, una decina di milioni di copie vendute solo con “1987” (Otto dischi di platino negli U.S.A.), una rodata band di sei elementi che continua a macinare Tour su Tour, un tredicesimo album in studio che abbiamo dovuto attendere otto anni e che ha avuto una lavorazione lunga e piena di imprevisti, sia tecnici che fisici. Mille dubbi ed amarezze dissipate in un paio di attenti ascolti, ed ecco la sentenza: “Flesh and Blood” è un disco di celebrazione e di festa, che copre stilisticamente tutte le fasi della lunga storia della band. Non si grida mai al capolavoro ma il lavoro di scrittura del grande capo David Coverdale e dei fidi scudieri Joel Hoekstra, Reb Beach e Michele Luppi è lodevole e presenta diverse sorprese piacevoli. Detto di una produzione pastosa ma non plasticosa, e di prestazioni strumentali di grande impatto e gustosa tecnica, arriviamo alla Voce, quella che da diversi anni ci fa patire, soprattutto nei concerti. Insistere spesso su toni alti certamente non è una idea geniale, anche se il lavoro in studio ed i numerosi cori di supporto (anche qui, grazie Michele, che si sente, eccome se si sente) aiutano il buon David ad uscirne ancora indenne. Per fortuna e spesso possiamo sentire anche parti vocali calde e “ribassate”, dove Coverdale la fa ancora da padrone e che speriamo saranno protagoniste dei prossimi album.

Ma le protagoniste sono loro, le canzoni, una più irresistibile dell’altra: “Good To See You Again” apre con un riff contagioso ed un ritmo irresistibile, seguita da una “Gonna Be Alright” quasi psichedelica e figlia di quel “Coverdale/Page” che noi non abbiamo ancora dimenticato. “Shut Up & Kiss Me” è party rock nella sua essenza più pura e festaiola, mentre “Always and Forever” sembra scritta dal Phil Lynott più romantico, ed anche “When I Think Of You” nutre i cuori più teneri con un giro di chitarra intenso ed ispirato. La title track e “Well I Never” (con un Tommy Aldridge in gran spolvero) mostrano il lato più anthemico e “arena rock” della band, e mentre il piedino continua a battere a ritmo, arriviamo ai sette minuti scarsi di “Heart Of Stone”, un bluesaccio da dieci e lode che ci fa rimpiombare di colpo nel 1976.

Piacevolmente storditi da tanta grazia, veniamo calpestati di nuovo dal ritmo frenetico di “Get Up” (con un sorprendente ritornello a là Van Halen dell’era Lee Roth) e poi atterrati definitivamente dall’incanto acustico di “After All” (dove torna il Coverdale del disco solista “Into The Light”), che ci commuove ad ogni nuovo ascolto. Il sigillo finale è la sorprendente “Sand of Time”, che unisce Led Zeppelin e Myrath, ed è graziata da una performance tastieristica di grande impatto emozionale (e lodi sperticate ancora per l’ottimo Luppi).

Alla fine, ci ritroviamo con una manciata di buone canzoni e soprattutto rigenerati da un “Flesh and Blood” che appare come un’opera costruita con passione e sorprendentemente fresca ed energetica. E possiamo tirare un enorme sospiro di sollievo!

Voto recensore
7,5
Etichetta: Frontiers Music Srl

Anno: 2019

Tracklist: 01. Good To See You Again 02. Gonna Be Alright 03. Shut Up & Kiss Me 04. Hey You (You Make Me Rock) 05. Always & Forever 06. When I Think Of You (Color Me Blue) 07. Trouble Is Your Middle Name 08. Flesh & Blood 09. Well I Never 10. Heart Of Stone 11. Get Up 12. After All 13. Sands Of Time
Sito Web: https://www.facebook.com/Whitesnake.official/

Antonino Blesi

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Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. ANDY

    questo e’ un album inutile composto di scialbe canzoni con un cantante alla frutta incapace di risultare credibile nemmeno da studio!!!!…..ma vai in pensione coverdale!!!!!….preferisco ricordarti in 1987 e slip of the tongue!!!!!!

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