Jaded Heart – Recensione: Fight The System

Dopo l’abbandono, ormai dieci anni fa, di Michael Bormann dalla postazione di cantante i Jaded Heart hanno progressivamente mutato la loro proposta, indurendo il sound e allontanandosi in parte dall’hard rock melodico degli inizi a favore di una proposta più heavy.

Una strada che ha portato comunque ad altri cambi di formazione nel corso del tempo, che ben poco hanno lasciato di quel periodo, e, a nostro parere, a realizzare lavori meno avvincenti rispetto ad uscite brillanti come “IV” e “Trust”.

Sono in pratica una band diversa quelli che oggi si chiamano Jaded Heart e questo “Fight The System” è accostabile semmai ai lavori appena precedenti, come il discreto “Common Destiny”, di cui quest’ultimo appare più o meno la continuazione.

Se notate in queste parole una sostanziale mancanza di entusiasmo è perché la qualità delle canzoni in questo caso non ci colpisce affatto; il tutto nonostante l’ottima confezione sonora e la buona volontà del gruppo nel cercare ritornelli catchy e ritmiche fruibili.

Ci rendiamo conto che in un genere come l’hard & heavy è essenzialmente impossibile inventarsi qualcosa che non suoni sentito e risentito, d’altro canto, e forse proprio per questo, a far la differenza tra un’uscita standard e una top devono essere la qualità delle rifiniture e la sfumature dell’interpretazione.

Gli attuali Jaded Heart non riescono ad essere eccezionali in nessuna delle categorie, finendo per riprodurre standard formalmente perfetti che non riescono ad emozionare più di tanto. A parte forse il singolo “Control” (con ospite Rick Altzi) e un brano potente come “Schizophrenic”, il resto non colpisce, rimanendo con estrema sicurezza all’interno di quegli schemi di genere che non dispiacciano mai, ma che risultano completamente anonimi.

“Fight The System” non è assolutamente un brutto disco, rimane però un lavoro come tanti altri, che ci sentiamo di consigliare solo ai fan dell’ultimo periodo della band e ai collezionisti del genere.

 

Voto recensore
6,5
Etichetta: Fastball Music

Anno: 2014

Tracklist:

01. Schizophrenic
02. Control
03. Not In A Million Years
04. I Lost My Faith
05. Nightmare's Over
06. Never Free
07. Till Death Do Us Part
08. Terror In Me
09. Haunted
10. Crying
11. In The Shadows
12. Polizisten (Bonus Track)
13. Flee and Run (Bonus Track)


Sito Web: http://www.jadedheart.de/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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