Faster Pussycat – Recensione: Faster Pussycat

I Faster Pussycat forse sono solo l’ennesima band uscita dal calderone glam metal della Los Angeles anni ’80 ma, see pensiamo alla parola decadenza in musica, è facile l’associazione con la voce sguaiata, graffiata e abrasa dai vizi di Taime Downe.

Downe fonda la band nel 1985 insieme a Greg Steele e Brent Muscat, traendo spunto dal film “Faster, Pussycat! Kill! Kill!”. Il nucleo storico della band si forma da li a poco con l’aggiunta di Mark Michals e Kelly Nickels, quest’ultimo a breve sostituito da Eric Stacey (Nickels entrerà negli L.A. Guns). Con questa formazione, i Faster Pussycat registrano il loro omonimo debutto, uscito per Elektra Records nel 1987.

Il maggiore successo per la band arriverà con il secondo album “Wake Me When It’s Over“, ma è “Faster Pussycat” a dare l’impronta alla band, non tanto musicalmente, ma a livello di attitudine. I titoli dei brani parlano chiaro: non c’è poesia, nessuna pretesa artistica… solo L.A., sesso, droga e divertimento. I 10 pezzi di “Faster Pussycat” musicalmente non sono nient’altro che del buon rock’n’roll pompato e carburato a dovere. Sono infatti pochi, a nostro avviso, i pezzi veramente memorabili: “Don’t Change That Song“, “Bathroom Wall“, “Babylon” e “Smash Alley“. Quello che rende veramente unico l’album è il feeling che trasuda dai suoi solchi, impregnato di alcol e sudore e altre sostanze che non citeremo per decenza. I Faster Pussycat del 1987 sono la perfetta cartolina da spedire da L.A. per far capire alla mamma in che guai vi siete cacciati. Pericolosi? No, visti nel documentario “The Decline of Western Civilization Part II: The Metal Years“, i Faster Pussycat sembrano già delle caricature di loro stessi ma proprio per questo risultano irresistibili.

Non c’è niente di innovativo in loro, niente di sconvolgente, niente di epocale o che non fosse già stato fatto e pure meglio. C’è solo tanto rock’n’roll, in 36 minuti di puro godimento. Da avere e utilizzare in modo adeguato.

Etichetta: Elektra Records

Anno: 1987

Tracklist:

"Don't Change That Song" – 3:40
"Bathroom Wall" – 3:40
"No Room for Emotion" – 3:56
"Cathouse" – 3:42
"Babylon" – 3:14
"Smash Alley" – 3:28
"Shooting You Down" – 3:46
"City Has No Heart" – 4:19
"Ship Rolls In" – 3:26
"Bottle in Front of Me" – 3:02


Sito Web: http://www.fasterpussycat.com/

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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