Burning Rain – Recensione: Face The Music

La tracotanza e la fierezza con cui il frontman Keith St. John interpreta l’opener “Revolution” ci ricordano subito di che pasta sono fatti i Burning Rain: arrivata al quarto lavoro in studio, la band – che annovera tra le sue fila il grande Doug Aldrich alla chitarra, assieme alla sezione ritmica composta da Brad Lang e Blas Elias – propone un hard rock grosso e grasso, sporco di blues fino al midollo, intriso di ironia proprio come quei Dead Daisies di cui fa parte lo stesso Aldrich e che sono diventati, per uno scherzo del destino o per i classici corsi o ricorsi, un interessante punto di riferimento per chi non conoscesse la storia e il percorso musicale dei Burning Rain o il pedigree di Aldrich.

“Lorelei” inizia anch’essa sorniona, per sviluppare poi una linea melodica decisamente intrigante. Ha un sapore quasi alternative la rustica ballad “Shelter”, mentre groove e costante ricerca di empatia caratterizzano un po’ tutta la scaletta, ma in particolare la ruvida “Nasty Hustle” e la frizzante “Hideaway” che potrebbe tranquillamente uscire dal repertorio degli Whitesnake. E’ tutto l’album, però, a procedere di gran carriera, esemplificato dall’incedere di “Midnight Train” – un treno che non ammette soste ne fermate, dalla personalità di St. John, dalle trame che Aldrich costruisce senza soluzione di continuità. Bene pure quando la band decide di giocare, come nella più leggera e diretta title track, ma a lasciare davvero il segno è lo strepitoso ed epico finale con “Since I’m Loving You”, hard rock classico e regale degno della miglior tradizione anni Settanta.

Un lavoro decisamente riuscito, carico di trasporto, ancorato alla tradizione ma strabordante di energia.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Revolution 02. Lorelei 03. Nasty Hustle 04. Midnight Train 05. Shelter 06. Face The Music 07. Beautiful Road 08. Hit And Run 09. If It’s Love 10. Hideaway 11. Since I’m Loving You
Sito Web: http://www.burningrain.net/

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