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Moonspell – Recensione: Extinct

“Alpha Noir – Omega White” (la recensione) è stata un’opera di ampia portata che fotografava i Moonspell in due differenti vesti, quelle più metalliche e muscolari e quelle prossime alle influenze darkwave che da tempo interessano il percorso evolutivo dei lusitani. Un disco corposo e ricercato che necessitava di più ascolti per essere metabolizzato e compreso appieno. Ben venga quindi se ora Fernando Ribeiro e soci decidono di tirare il fiato e proporre un album più fruibile se vogliamo, ma come sempre caldo, intenso, toccato da un romanticismo e da una sensualità comune solo ad alcune band del Sud Europa.

“Extinct” (i dettagli) è un album malinconico, eppure grandioso nelle sue melodie ricche di apporti sinfonici che non sono mai pretenziosi o invasivi, lasciando che sia comunque una componente metal a tessere le fila del discorso. In questo senso notiamo come le chitarre di Ricardo Amorin e di Pedro Paixao siano incisive e spesso lanciate in assoli efficaci, mentre la sezione ritmica di Miguel Gaspar (batteria) e Aires Pereira (basso), resti solida in modo costante. Trionfa però il gusto per il “bello” per la melodia portante che ti culla e ti avvolge entrando sottopelle. La voce  profonda di Fernando è ovviamente il fulcro dell’album. Il cantastorie nero alterna con ineguagliabile classe il suo crooning emozionante al caratteristico growl carico di ennui.

Varrebbe la pena parlare di ogni singolo brano, poichè tutte le canzoni di “Extinct” sono come i tasselli di un mosaico che si incastonano tra loro in modo perfetto. Alcuni brani prediligono un impatto fisico e squisiatamente metallico. Nella loro struttura scorrevole, ricca di elementi ma non complessa, troviamo refrain ariosi che saranno ricordati a lungo. Parliamo di “Until We Are No More (Breathe)”, la solenne “Domina”, brano che omaggia con classe la grandiosità femminile, l’intrigante “The Last Of Us”, quella “Malignia” che pare citare la storica hit “Vampiria” e proiettarla in un contesto contemporaneo, ancora la titletrack, che potete ascoltare a questo link. Una menzione a parte per “Medusalem”, un brano profumato e ricco di suggestioni mediorientali non affatto inedite per i nostri ma riproposte con inarrivabile superiorità e per “La Baphomette”, seducente disgressione dark cabaret dal flavour onirico.

Questi sono i Moonspell di “Extinct”, questo è il gothic metal elegante e profondo che sa essere piacevole senza incappare in plastificate soluzioni da mezza classifica. Benvenuti nel caldo abbraccio delle tenebre, la notte non è mai stata così sensuale.

Voto recensore
8
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2015

Tracklist:

01.  Until We Are No More (Breathe)
02.  Medusalem
03.  Funeral Bloom
04.  Domina
05.  La Baphomette
06.  The Last Of Us
07.  A Dying Breed
08.  Malignia
09.  Extinct
10.  The Future Is Dark


Sito Web: https://www.facebook.com/moonspellband

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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