Pestilential Shadows – Recensione: Ephemeral

Alla luce del debole “Depths” (la recensione) uscito nel 2011, non avevamo maturato grosse aspettative in merito al nuovo album dei blacksters australiani Pestilential Shadows. A sorpresa, il nuovo “Ephemeral” (i dettagli) propone una band in forma migliore e capace di aggiustare il tiro.

Non ci sono grossi elementi di innovazione, “Ephemeral” è ancora legato ai dettami di un black tradizionale e privo di compromessi con le esigenze del mercato odierno, ma senza dubbio il gruppo mostra una maggiore cura nella forma canzone, gli episodi che compongono il platter sono più vari e non escludono il ricorso ad alcuni aloni di melodia che rendono l’ascolto più avvincente, epico, potremmo dire.

L’introduzione “Throes”, presenta innesti sinfonici e profondi cori monastici che gettano un ponte verso “Mill Of Discord”, primo brano che mette subito in luce il modus operandi dei nostri. Black metal veloce e intransigente ma anche ben realizzato sul versante tecnico (con una particolare menzione per la possente sezione ritmica), arricchito da passaggi più ragionati a base di synth, arpeggi e inserti di voce pulita e narrante. La formula delineata non subisce variazioni durante l’ascolto, ma appare solida e ben funzionante. Questo porta ad altri buoni episodi di genere, come “Hymn Of Isolation & Suicide” e la titletrack, entrambe simili eppure in grado di garantire un riscontro emozionale grazie ai succitati ritrovati, tanto semplici quanto efficaci.

“Ephemeral” non avanza pretese se parliamo di innovazione, questo è vero, ma di sicuro ci consegna una band che sviluppa le proprie idee con maggiore convinzione e potrebbe gettare le basi per un futuro lavoro da ricordare.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Séance Records

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Throes
02.  Mill Of Discord
03.  Fragments
04.  Sorrow Of Tongues
05.  Hymn Of Isolation & Suicide
06.  Ephemeral
07.  Expire


Sito Web: https://www.facebook.com/PestilentialShadowsOfficial

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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