Vardan – Recensione: Enjoy Of Deep Sadness

I Vardan, one man band siciliana personificata dall’omonimo master mind, tornano con il nuovo studio album “Enjoy Of Deep Sadness”, già il terzo nel corso del 2014 e dunque indice di una produttività davvero stupefacente.

Forieri di un black metal crepuscolare e intimo assimilabile alla tradizione depressive, i Vardan propongono in occasione della nuova uscita, tre lunghe suite plumbee e malinconiche, dove tra le note lugubri e disperate si scorgono echi di malessere esistenziale canalizzato attraverso la musica. Lasciandosi guidare da rimembranze che guardano ad acts come potrebbero essere i Lifelover, o da saldi riferimenti della scuola americana quali Xasthur e Leviathan, i Vardan proseguono il loro cammino di dolore abbracciando suoni notturni e diluiti, che tuttavia irrompono in robuste accelerazioni in chiave black, decisamente d’effetto quando la voce dimentica una provenienza umana per esprimersi con urla di rabbia e resa.

Non si può parlare di una forte inventiva, ma di certo non è questo lo scopo dell’autore dell’album. Vardan esprime interiorità e lo fa orgogliosamente attraverso un sound freddo e riverberato, per sua stessa natura ripetitivo e monocorde, ma tanto pregno di torpore da riuscire a smuovere le corde dell’emozione. Purtroppo non siamo ancora di fronte ad un lavoro da ricordare negli anni a venire, ma le potenzialità dei Vardan sono tangibili. Lo si capisce in particolare da un episodio come “An Abstract Voice”, a nostro avviso il migliore dei tre, un pezzo dai tratti misteriosi e quasi esoterici dove il black metal primigenio si infrange su melodie sepolcrali.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Moribund Records

Anno: 2014

Tracklist:

01.  A Broken Existence
02.  Enjoy of Deep Sadness
03.  An Abstract Voice


Sito Web: https://www.facebook.com/vardanmetal

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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