Nightwish – Recensione: Endless Form Most Beautiful

Che l’era di Floor Jansen abbia ufficialmente inizio. Dopo il succulento antipasto del live “Showtime, Storytime” e del nuovo singolo “Elan”, è finalmente disponibile “Endless Forms Most Beautiful”, ottavo disco in carriera dei Nightwish. Il sinfonico carrozzone finlandese, che ha lasciato per strada nel corso degli anni le primedonne Tarja prima ed Annette dopo, conferma di essere in grado di proseguire con disinvoltura lungo la via del successo, nonostante il cambio degli interpreti. Perché la forza della band di Kitee è sempre stata nelle canzoni ed in un sound inconfondibile per raffinatezza, classe e ricercatezza nelle melodie, che ha trovato un’ interprete d’eccezione su cui costruire il nuovo disco.

Ma allora, com’è “Endless Forms Most Beautiful”? E’ un’opera che possiede l’animo dei Nightwish, che i fan incalliti etichetteranno come capolavoro, incoronando Floor come frontgirl del nuovo millennio. I detrattori, pronti da tempo a sparare a zero dopo l’ennesimo cambio dietro al microfono, metteranno in evidenza una leggerezza di fondo delle song, l’immediatezza dei refrain, gli arrangiamenti ammiccanti e ruffiani e più di un punto di contatto con il passato. La verità, come sempre, sta nel mezzo. “Endless Forms Most Beautiful” è un cd davvero orecchiabile ed avvincente, pieno zeppo di potenziali singoli e di hit dal vivo, in cui, oltre alla bella (e brava) vocalist, si ritaglia un ruolo di protagonista anche il nuovo entrato Troy Donockley con i suoi strumenti folk. Un paio di passaggi a vuoto ci sono e da qui il voto finale che non raggiunge l’eccellenza.

Shudder Before The Beautiful”è una opener con gli attributi. Gli arrangiamenti celtici si alternano a bordate di chitarra dall’effetto devastante, in una song capace di accarezzare, ma di mostrare anche il pugno di ferro nel riffing e nel crescendo ritmico finale. La seguente “Weak Fantasy”, con un tembureggiante intro in stile Blind Guardian, segue la linea tracciata del nuovo corso dei Nightwish, che, rispetto a “Imaginaerum”, risultano meno cinematografici, lasciando spazio ad arrangiamenti intensi in cui le sezioni di fiati hanno soppiantato decisamente i tanto amati archi. Del singolo “Élan” si è detto e scritto molto, ma non si può negare che sia un pezzo che cresca ascolto dopo ascolto grazie alla sua linea vocale ipnotica e le orchestrazioni soffici e morbide. “Our Decades In The Sun” è il primo passo falso di un album finora riuscitissimo, una ballad dolce e, a tratti, malinconica, ma fin troppo canonica, che si va ad aggiungere alla strumentale e superflua “The Eyes Of Sharbat Gula”, posta quasi in chiusura, con i nostri già a tirare i remi in barca. Lo conferma la lunga e soporifera suite finale (24 minuti!) “The Greatest Show On Earth”, surclassata dalla title track, un pezzo da novanta di purissimo symphonic metal, che, siamo convinti, entrerà in pianta stabile nelle scalette degli show.

Endless Forms Most Beautiful” risulta quindi un’opera interessante, a tratti entusiasmante, che mostra però il fianco alle critiche, per alcune scelte fin troppo facili in fase compositiva, poichè legate a doppio filo ai successi del passato (“Once” su tutti, nonostante il cambio di registro vocale). L’ingresso di Donockley ha amplificato le atmosfere bucoliche, snellendo, e non poco, gli arrangiamenti e permettendo alla faccia più metal dei nostri di emergere nel guitar work. Per il resto sono le canzoni a parlare, una manciata di brani scritti con la classe dei veterani Holopainen e Hietala, con l’esperienza di chi conosce perfettamente il proprio pubblico e capace di regalare, sempre e comunque, emozioni in musica.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2015

Tracklist:

01. Shudder Before The Beautiful (6:29)
02. Weak Fantasy (5:23)
03. Elan (4:45)
04. Yours Is An Empty Hope (5:34)
05. Our Decades In The Sun (6:37)
06. My Walden (4:38)
07. Endless Forms Most Beautiful (5:07)
08. Edema Ruh (5:15)
09. Alpenglow (4:45)
10. The Eyes Of Sharbat Gula (instr.) (6:03)
11. The Greatest Show On Earth (24:00)


Sito Web: www.nightwish.com

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. apuanmetal

    dopo una decina di ascolti penso di avere le idee chiare. è un album da 75-78, quindi non un capolavoro ma nemmeno una ciofeca. al primo ascolto ho smoccolato per alcuni riffs triti e ritriti (l’attacco di dark chest of wonder grida vendetta) oltre al fatto che secondo me elàn è il peggior singolo mai scritto dai nightwish, ogni volta parte il tasto skip. stesso discorso per enema ruh, come fanno a piacere queste due canzoni dio solo lo sa. mi hanno invece emozionato le prime due (shadder… e weak fantasy) e la strumentale the eyes.. mi hanno divertito my walden e alpenglow e la suite finale è un bel manifesto su come l’essere umano aveva avuto la possibilità di godersi questo pianeta mentre invece ha privilegiato la sete di potere e di prevaricazione sul prossimo, inteso come volontà di dominare uomini, animali e ambiente. promossi, in giro c’è di peggio.

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