Chronosphere – Recensione: Embracing Oblivion

Che la scena greca stesse sfornando band di qualità come Suicidal Angels, Exarsis e Bio-cancer era cosa nota, ma con “Embracing Oblivion” i Chronosphere sembrano aver raggiunto un ulteriore traguardo rispetto ai colleghi sopraccitati.
A due anni di distanza dal debutto “Envirusment”, la band non si accontenta più dei classici canoni thrash metal che avevano caratterizzato la prima release e si lancia verso sonorità più ricercate, vagamente melodiche, con ritmiche acrobatiche e complesse in pieno stile technical thrash, assimilabile a band quali Realm, Target e Toxik (il cui chitarrista, Josh Christian, non a caso compare nell’album come special guest).

Dalle prime note di “Killing My Sins” capiamo che la band fa sul serio, colpendo dritto ai timpani con una sfuriata di batteria e un riff assassino che spazza immediatamente via ogni dubbio sulle abilità del quartetto ellenico.
Seguono “One Hand Red Per Saint” e “Force Fed Truth”, che mantengono alto il livello tecnico-esecutivo dell’album, con improvvisi cambi di tempo e assoli deliranti e taglienti come lame.

In brani come “Brutal Decay” o “Seize Your Last Chance” tecnica e virtuosismo si accompagnano a più o meno marcati accenni alla tradizione, richiamando alla mente nomi quali Overkill, Annihilator e Heathen.
Ma l’apice dell’album, a livello esecutivo e di personalizzazione, è raggiunto da brani come “City Of The Living Dead” e soprattutto “Herald The Uprising” (probabilmente il pezzo più riuscito dell’intero lavoro) dove tra riff ipertecnici e fulminati e una sessione ritmica imprevedibile e  instancabile, che rasenta il death metal, si staglia la voce ruvida ma incredibilmente agile e dirompente del singer Spyros Lafias, degno rappresentante del messaggio anti-politico e di protesta sociale di cui la band si fa portavoce.

Ennesimo gioiellino in casa Punishment 18, che ci regala una produzione senza fronzoli, naturale, volutamente “non impeccabile” e con suoni secchi e diretti, al fine di esaltare l’effetto del prodotto.
Pur non compiendo un miracolo, i quattro di Atene riescono pienamente nel proprio intento, a dimostrazione del fatto che un genere, per quanto affaticato dall’età o appesantito da migliaia di proposte musicali quanto mai scontate e ridondanti, possa rigenerarsi e risollevarsi trovando il giusto compromesso tra tradizione e attualità.

Voto recensore
8
Etichetta: Punishment 18 Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Killing My Sins
02. One Hand Red per Saint
03. Force Fed Truth
04. Brutal Decay
05. Frenzied from Inside
06. Herald the Uprising
07. City of the Living Dead
08. Seize Your Last Chance
09. Beyond Nemesis
10.The Redemption


Sito Web: https://www.facebook.com/ChronosphereGr

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