Hecate Enthroned – Recensione: Embrace Of The Godless Aeon

Pare di sentirli, gli Hecate Enthroned: “Smettetela di paragonarci ai Cradle Of Filth, non abbiamo nulla in comune con loro!”. Il problema è che in quasi 25 anni di carriera, i nostri amici inglesi non hanno fatto molto per distanziarsi dallo stile dei più noti connazionali. Certo, arrivati al sesto album in studio, gli Hecate Enthroned non si possono più definire un clone/plagio vero e proprio come a inizio attività, tuttavia ancora insistono nel confezionare un prodotto che raccoglie tutti gli stilemi dell’extreme metal melodico.

Per fortuna “Embrace Of The Godless Aeon” (anche il titolo risveglia memorie filthiane…) è pure un bel disco! Tutto perfettamente già sentito, ma la band indovina le melodie giuste, quelle teatrali e di presa che vanno subito a creare un impatto emozionale. Come da copione: si parte con la intro sinfonica vagamente burtoniana “Ascension” e poi spazio all’accoppiata “Revelations In Autumn Flame” e “Temples That Breathe”, due canzoni già date in pasto al pubblico. I pezzi sono veloci, epici, filthiani (ma dai?), guidati da melodie profonde e intriganti in cui tutto è inserito nel momento giusto. I rallentamenti, gli innesti sinfonici, i cori, tutto ciò che è oscuro ma non troppo per non turbare il poser che alberga in ognuno di noi.

“Goddess Of Dark Misfits” è invece il brano sui generis, ricco di momenti dark-cabaret e ancora in possesso di soluzioni intriganti. A fare la parte del leone (e la troveremo anche in altri episodi del disco) è la voce di Sarah Jezebel Deva, sempre molto bella per carità, ma che non fa altro se non rendere il tutto ancora più familiare. Dicevamo? Ecco, se non fossero mai esistiti i Cradle Of Filth, brani come “The Shuddering Giant” (solo nei formati digitale e vinile) o l’epica “Silent Conversation With Distant Stars” ci lascerebbero a bocca aperta. Ma sonorità simili sono state usate ed abusate negli ultimi 20 anni e ormai gli Hecate Enthroned si limitano soltanto a elaborarle bene, creando al meglio quella sensazione di romanticismo noir voluta dal metal estremo user friendly.

Un sei politico per un album oggettivamente confezionato con ottima cura ma con un forte riciclo di idee. Al neofita piacerà.

Voto recensore
6
Etichetta: M-Theory Audio

Anno: 2019

Tracklist: 01. Ascension 02. Revelations in Autumn Flame 03. Temples That Breathe 04. Goddess of Dark Misfits 05. Whispers of the Mountain Ossuary 06. Enthrallment 07. The Shuddering Giant 08. Silent Conversations with Distant Stars 09. Erebus and Terror
Sito Web: https://hecateenthroned.wixsite.com/home

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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