Brothers Of Metal – Recensione: Emblas Saga

Gli abbiamo dato una mano e si sono presi tutto il braccio.

Svezia, terre di montagne, di guerrieri, di natura incontaminata… e di risate grasse. I Brothers of Metal sono uno dei tanti gruppi (spesso di matrice tedesca) che fanno della pacchianeria e dell’humor da due soldi la loro parola d’ordine, cosa che era già chiara dal loro debutto del 2017, “Prophecy of Ragnarök”: una serie di canzonette mid-tempo con partiture di chitarra e tastiera semplici e che si rifacevano al folk nazionale e la bellezza di tre cantanti, due mediocri (clean maschile e femminile) e uno inutile (un growler per i “momenti forti”). In un mondo dove i cliché vincono sempre, la AFM Records non poteva non accorgersene, e si è buttata a capofitto includendoli nel proprio roster subito dopo, ripubblicando l’album l’anno dopo in formato fisico.

Cosa abbia spinto un gruppo di questa risma a pubblicare un secondo album è fuori dalla nostra comprensione, ma “Emblas Saga”, ad eccezione dell’occasionale uso di chitarra baritona, è praticamente uguale al precedente. Aspettatevi quindi canzoncine semplici e pop che sembrano pezzi dei Manowar in miniatura (“Powersnake”, la title track), escalation nel metalcore più becero (“Hel”) e cavalcate in stile Helloween trite e ritrite (“Chain Breaker”, “Kaunaz Dagaz”, “Ride of the Valkyries”), magari con gli stessi cori dei Blind Guardian (“Theft of the Hammer”, “Brothers Unite”). Non dimentichiamo inoltre le classiche ballate da far “sciogliere il cuore” (“Weaver of Fate”, “One”) e la ricetta è perfetta. In pratica, si salva solo il brano di chiusura, “To the Skies and Beyond“.

Emblas Saga” è, come tanti lavori di questi anni 2010, raffinato, scorrevole, ruffiano, pulito e apparentemente impeccabile, al punto da risultare stucchevole. Se prima avevamo basse aspettative, adesso possiamo metterci il cuore in pace e seppellire i Brothers of Metal, che fra qualche anno si ritroveranno sicuramente a fare la fine degli Holyhell: qualche opening act e poi scioglimento. Con l’arrivo delle nuove pubblicazioni di Nanowar of Steel e Gli Atroci, non sentiamo il bisogno di intrattenimento di bassa lega proveniente da un paese ricco come la Svezia.

Etichetta: AFM Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Brood of the Trickster 02. Powersnake 03. Hel 04. Chain Breaker 05. Kaunaz Dagaz 06. Theft of the Hammer 07. Weaver of Fate 08. Njord 09. Emblas Saga 10. Brothers Unite 11. One 12. Ride of the Valkyries 13. To the Skies and Beyond

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