Diary Of Dreams – Recensione: Elegies In Darkness

“Ego:X” (la recensione) vedeva Adrian Hates esplorare il suo lato più intimo e personale attraverso i Diary Of Dreams. A tre anni di distanza, il nuovo album “Elegies In Darkness” (che cade esattamente nel venticinquesimo anniversario della band) porta i tedeschi a percorrere nuovamente il sentiero di una musica elettronica più ariosa e per certi versi fruibile, sebbene sempre legata al trademark notturno e malinconico che identifica l’ensemble.

“Elegies In Darkness” seduce e lo fa con disinvoltura, senza ricorrere a complicazioni sonore né esperimenti, che comunque ci avevano convinti in occasione della release precedente. Lineare e ripetitivo (nell’accezione positiva del termine), poiché si perpetuano melodie semplici ma efficaci, “Elegies In Darkness” si ascolta con piacere e tra le sue lamentose note emergono momenti di raffinata eleganza, assolutamente immediati.

Il ricorso alla vecchia scuola dell’EBM ha uno spazio maggiore in questa occasione, lo notiamo subito nella rigorosa e quadrata opener “Malum”, che apre a “The Luxury Of Insanity”, un brano morbido e pregiato dal crooning sofferente del nostro che ancora poggia su beats elettronici calmi e crepuscolari. La sensazione di resa e intimismo si perpetua durante l’ascolto e viene spezzata solo in occasione dell’intrigante “Dream Of Ghost”, un brano che ammicca alle potenzialità del singolo vincente, godibilissimo ma per niente ruffiano.

I Diary Of Dreams, tuttavia, restano una delle creature più distaccate ed algide della scena darkwave mitteleuropea, “Elegies In Darkness”, pur non fregiandosi dello status di capolavoro, ne solidifica ulteriormente le caratteristiche, trasposte in un contesto moderno. “A Dark Embrace”, con l’introduzione delle chitarre, insieme a “The Game” rappresenta un revival del lato primigenio della band, toccando un buon livello nelle composizioni. Citiamo poi “House Of Odds”, un brano nervoso ma lento, che avanza con particolare rigore e ancora la conclusiva “Die Gassen Der Stadt”, una ballad pianistica cantata in lingua madre.

Le sperimentazioni e l’analisi del sé esposte da “Ego:X” sono state messe da parte a favore di un ascolto più diretto, pur senza rinunciare alle prerogative che hanno reso I Diary Of Dreams un acts apprezzato tra gli appassionati del settore.

Voto recensore
7
Etichetta: Accession / Audioglobe

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Malum
02.  The Luxury Of Insanity
03.  StummKult
04.  Dogs Of War
05.  A Day In December
06.  A Dark Embrace
07.  The Game
08.  Dream Of A Ghost
09.  Daemon
10.  House Of Odds
11.  The Battle
12.  Die Gassen Der Stadt


Sito Web: https://www.facebook.com/officialdiaryofdreams

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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