King Diamond – Recensione: Dreams Of Horror

Compilare un best of di un artista come King Diamond è una di quelle faccende che non sarà mai priva di questioni. In primo luogo perché non è forse del tutto utile come operazione in sé, visto che il buon vecchio Re Diamante è una di quelle figure che si lascia amare a tal punto che ogni fan finirà probabilmente per acquistare prima o poi l’intero catalogo, ma anche perché portando avanti da sempre il discorso del concept album, appare davvero limitante estrapolare delle singole song per creare un mosaico del tutto privo del fascino stesso riconducibile all’opera originale.

Premesso questo, bisogna però precisare che questa raccolta gode almeno della supervisione e dell’approvazione dello stesso King Diamond e di Andy LaRocque, che comunque si occupano di creare un nuova versione dei brani definita “mastered and enhanced”, ma che a noi appare del tutto simile, se non identica, alle versioni già uscite nei vari remastered di questi anni.

Diviso in due capitoli, uno che fa riferimento alle prime uscite, originariamente edite da Roadrunner, e l’altro con il focus appunto centrato sulle uscite della Metal Blade, “Dreams Of Horror” rappresenta un buon compendio di song eccellenti (sarebbe stato più difficile fare il contrario), lasciando però fuori altre canzoni che invece crediamo avrebbero meritato l’inclusione. Ad esempio un’hit come “Helloween”, “Arrival”, “Twilight Symphony” o il singolo “No Present For Christmas”, ma anche “Black Hill Sanitarium” e “Up From the Grave”, o “Magic”, tanto per dirne qualcuna.

Visto che i due dischi superano appena i cinquanta minuti l’uno, forse si sarebbe potuto includere almeno qualche brano in più. Diciamo che se siete molto impazienti e volete avere in mano comunque qualcosa con scritto King Diamond per il vostro regalo di Natale (anche se King non sarebbe del tutto contento di questo), potete anche lasciarvi tentare. Se invece siete dei neofiti e volete scoprire la grandezza del Re, compratevi un disco come “Abigail” e ascoltatelo fino alla sfinimento. Senza voto a dir poco obbligatorio.

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. The Candle
02. Dressed in White
03. The Family Ghost
04. Black Horsemen
05. Welcome Home
06. The Invisible Guests
07. At the Graves
08. Sleepless Nights
09. Let It Be Done
10. Eye of the Witch
11. Insanity

Disc 2
01. Dreams
02. The Spider's Lullabye
03. Waiting
04. Heads on the Wall
05. Voodoo
06. Black Devil
07. Help!!!
08. Spirits
09. The Puppet Master
10. Blue Eyes
11. Never Ending Hill
12. Shapes of Black


Sito Web: https://www.facebook.com/kingdiamondofficial

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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