Hammerfall – Recensione: Dominion

Analisi complessa, analisi contorta perché “Dominon” degli Hammerfall è il “solito” disco degli svedesi da almeno un paio di lustri a questa parte. Quindi equilibrato tra tempi medi, un paio di lenti di spessore, up-tempo di stampo quasi priestiano ed una sana attitudine hard rock che non guasta mai.

Davvero notevole la title-track, perfetta per scaldare ancora una volta i fan durante i live. Una canzone della stessa pasta dalla “facilona” “(We Made) Sweden Rock”, che gioca tra storia ed impatto hard rock tipicamente nordeuropeo. Due facce della stessa medaglia, ma che ci dimostrano che i 5 dal grande freddo pur non essendo dei prodigi in fase compositiva sanno esattamente come e cosa fare per far funzionare una canzone. Un pregio non da poco come in “Dead By Dawn”, un riff massimo due, ma canzone solida e piacevole.

E se “Testify” cita una certa “Electric Eye” (serve davvero ricordare gli autori di questo piccolo/grande capitolo della storia musicale? Nda.) nel riff, i nostri svedesi non smettono di seguire quella strada disegnata sin dal debutto di ormai oltre 20 anni fa. Ecco perché “Scars Of A Generation” piace, suonando moderna e “antica” allo stesso tempo.

Bravo Joacim Cans a destreggiarsi anche in partiture più emozionanti come in “Second To One”, dove nella semplicità della struttura (praticamente solo piano e voce per buona metà della canzone) riesce a regalare qualche brivido nei momenti più intensi. Menzione d’onore per il mid-tempo epico “And Yet I Smile”, tra le più riuscite del lotto ed orgogliosamente posta in coda per salutare degnamente gli ascoltatori.

Un bel disco? Per gli standard degli Hammerfall decisamente sì: piacevole, ben scritto e con un paio di canzoni “instant-classic”. Per tutti gli altri ascoltatelo pure, ma senza paraorecchie, anche per rimanere piacevolmente sorpresi.

Etichetta: Napalm Records

Anno: 2019

Tracklist: 1. Never Forgive, Never Forget 2. Dominion 3. Testify 4. One Against the World 5. (We Make) Sweden Rock 6. Second to One 7. Scars of a Generation 8. Dead by Dawn 9. Battleworn 10. Bloodline 11. Chain of Command 12. And Yet I Smile

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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  1. daniele

    Dai non notare Chain of Command è puro sacrilegio!! Era da tanto che non incidevano una song del genere!!! I cd vanno ascoltati fino in fondo….mannaggia Metallus!!! e rimettete i voti!

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