Dodsfall – Recensione: “Døden Skal Ikke Vente”

Ben lungi da ogni necessità di inventiva ma onesti e caparbi come pochi, i norvegesi Dødsfall tornano sul mercato discografico con “Døden Skal Ikke Vente”, il quinto album in studio. Ridimensionata a un two-piece, la band oggi vede insieme al mastermind Ishtar (principale compositore, vocalist, chitarrista e bassista), la presenza del drummer Telal, anch’egli attivo in numerose manifestazioni dell’underground nordeuropeo (Troll, Isvind, Endezzma e molti altri).

Fedele alla propria linea, l’ensemble continua a proporre gli stilemi tradizionali del black metal, riadattato tuttavia al contesto odierno grazie a un’ottima tecnica esecutiva e a un songwriting privo di sbavature. La produzione pulita ma ruvida affidata a Tore Stjerna, che ha lavorato con Mayhem, Watain e Behexen, fa il resto, rendendo il prodotto abbastanza competitivo da fare breccia tra la nicchia di pubblico ancora avvezza a queste sonorità in un panorama musicale sempre più frammentario.

Fin dall’opener “Hemling Vrede” è chiaro come il gruppo punti su dei brani dal forte impatto emotivo, grazie a quelle melodie notturne e funeree che hanno fatto la fortuna del genere negli anni migliori. Ha un notevole peso il lavoro della chitarra, che non fa mancare alcuni passaggi di natura thrash/death (Svarta Drömmar”) e nemmeno assoli godibilissimi per chi ha fame di old school. Naturalmente è contemplata l’alternanza tra velocità di esecuzione e il cadenzato epico, talvolta preponderante (“Tåkefjell” e soprattutto l’ottima “Ondskapelse”), senza dimenticare il ricorso a parentesi atmosferiche, in cui gli arpeggi e le oscure litanie recitate con voce baritonale, assicurano il mood inquietante richiesto dal genere. Un brano drammatico come “Kampsalmer”, dove il potente screaming di Ishtar lascia più spesso spazio al pulito, fugherà ogni dubbio.

L’outro strumentale “Skogstrollet”, memore dei nineties, ci congeda da questo viaggio tra satanismo e misantropia. Un lavoro anacronistico finchè volete ma con tutte le carte in regola per piacere a chi proprio non vuole smetterla di far razzia tra le foreste innevate.


Voto recensore
6,5
Etichetta: Osmose Productions

Anno: 2019

Tracklist: 01. Hemlig Vrede 02. Tåkefjell 03. Svarta Drömmar 04. Grå Himlar 05. Kampsalmer 06. I De Dødens øyne 07. Ødemarkens Mørkedal 08. För Alltid i Min Sjæl 09. Ondskapelse 10. Skogstrollet
Sito Web: https://www.facebook.com/dodsfall

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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