Brother Firetribe – Recensione: Diamond In The Firepit

Kitsch? Probabilmente, ma non più di altre new sensation che stanno facendo strage di nostalgici e nuove leve. Efficaci? Di sicuro. Oltreutto i finlandesi Brother Firetribe, nati come progetto parallelo del chitarrista Emppu Vuorinen dei Nightwish e divenuti realtà autonoma e di assoluto rilievo, sono stati tra i primi a riportare in auge con una certa eco un sound che si credeva perso in una decade musicalmente spesso bistrattata eppure sempre, a suo modo, sexy.

Tastiere massicce, ritornelli magnetici, brani lineari: con questi ingredienti la band cerca di confermarsi senza andare troppo per il sottile. Il gioco, se si vuole stare a queste regole, funziona. Se, invece, ci si aspettava dopo un’attesa così lunga – sono passati sei anni da “Heart Full Of Fire” – di trovare qualcosa in più, si rimarrà delusi.

Con queste premesse, fin da “Love’s Not Enough” ci si ritrova catapultati in un universo sonoro immediatamente riconoscibile e di facile assimilazione. A funzionare sono soprattutto gli episodi più…tamarri, vedi “Far Away From Love”, con un riff di tastiere ruffiano all’ennesima potenza, o la direttissima “For Better Or For Worse”. Se vogliamo cercare qualcosa di diverso, ecco che arriva la trascinante power ballad “Desperately”, a testimoniare l’efficacia pure su ritmi più lenti. “Diamond In The Firepit” perde qualche punto per la performance appena passabile del cantante Pekka Ansio Heino, come pure per una superficialità che è, però, congenita nella proposta musicale dei Brother Firetribe. In altre parole, dovrebbe ormai essere chiaro cosa si va ad acquistare con il marchio BF. E se l’effetto sorpresa non esiste nel vocabolario della band, con altrettanta certezza si può affermare che non c’è neppure un filler, anzi le venature malinconiche di “Hanging By A Thread”, pur inserite nel solito schema, così come il crescendo di “Trail Of Tears” sono altri due bersagli pieni. “Winner Takes It All” e “Tired Of Dreaming” sottolineano il legame con il periodo d’oro dell’AOR, in particolare con la matrice scandinava. La ficcante “Reality Bites” è un ulteriore colpo di reni in un album che non ha cedimenti di sorta, solo qualche sbavatura.

I Brother Firetribe sono ormai una sicurezza, nel bene e nel male.

Voto recensore
7
Etichetta: Spinefarm Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Intro
02. Love's Not Enough
03. Far Away from Love
04. For Better or for Worse
05. Desperately
06. Edge Of Forever
07. Hanging by a Thread
08. Trail of Tears
09. Winner Takes It All
10. Tired of Dreaming
11. Reality Bites
12. Close To the Bone


Sito Web: http://www.brotherfiretribe.com/

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Giulio B

    Buon ritorno di un gran bel gruppo! Fantastico il singolo.
    Non mi soffermo piu di tanto su un commento di questo “Diamond in the Fiepit”, ma vorrei dare un opinione, ovviamente opinanile, sul fatto che il giudizio medio di alcune recenti recensioni (genere melodic rock) mi sembra abbastanza basso rispetto alla loro qualità (Heat, Sunstrike e la presente su tutte).

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