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Warlord – Recensione: Deliver Us

“Delivers Us” è l’esordio ufficiale per i Warlord ed arriva, con un modestissimo budget a disosizione, dopo due demo che avevano permesso alla band del chitarrista e compositore William J. Tsamis di ottenere un prestigioso contratto con la Metal Blade Records. Questa release è un EP di sei brani che, è il caso di sottolinearlo, rappresenta un momento importante e fondante per la storia dell’epic metal. Negli stessi anni abbiamo l’affermarsi dell’epic glorioso ed eroico dei Manowar, quello cupo e ossessivo di Manilla Road/Cirith Ungol o ancora quello più selvaggio degli Omen. I Warlord, al contrario, hanno sempre rappresentato il lato più melodico, sognante ed elegante del genere.

Ben quattro dei sei brani proposti dell’EP li ritroveremo nel debutto “And The Cannons Of Fire Have Begun…”. Parliamo in questo caso dell’opener “Deliver Us From Evil”, uno dei brani più battaglieri dei nostri con un grande Damien King I (Jack Rucker) alla voce (…ed il tipico riffing identifica già lo stile sognante e raffinato che contraddistingue ogni pezzo dei nostri). Citiamo poi la scatenata “Child Of The Damned”, classico intramontabile, che vede sugli scudi il riffing vivace di Tsamis e il drumming energico e compatto di Thunder Child, alias Mark Zonder (che negli anni successivi arriverà al successo con i progressive Fates Warning). A seguire ricordiamo la cupa ed oscura “Black Mass”, caratterizata da una ritmica cadenzata, drammatica e rasserenata solo dalla linea vocale melodica e colma di enfasi dell’ottimo singer. Ultimo brano che andrà poi nel debutto è la conclusiva “Lucifer’s Hammer”, altro pezzo potente ed eroico che pone ancora sugli scudi la possente batteria di Zonder, l’assolo di Tsamis e le tastiere di Sentinel, alias Diane Kornarens.

I due brani che vengono esclusi dal successivo full length sono altrettante perle assolute di melodia epica. “Winter Tears” vede ancora protagonista il catante Damien King I che trasmette egregiamente l’enfasi malinconica del brano, ben coadiuvato dalle tastiere di Sentinel e da un drumming protagonista che non toglie un grammo all’eleganza del pezzo.

La seconda canzone di cui parliamo si intitola “Penny For A Poor Man” e vede ancora in primo piano sia le tastiere di Sentinel che la voce di Rucker a servizio di un brano melodico ma quasi rock che incita ad aiutare il prossimo in difficoltà.

I testi dei Warlord, decisamente apocalittici e dalle tinte romantiche, hanno una vena cristiana che emerge con forza in diversi momenti (vedi ad esempio “Deliver…”) e non risultano mai banali. L’unico vero peccato è che la band statunitense, dopo il debutto si divise e i due altrettanto ottimi album pubblicati successivamente, “Rising Out Of The Ashes” (2002) e “The Holy Empire” (2013), ci fanno intravedere quanto Tsamis avrebbe potuto dare in più all’epic metal.

 

Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 1983

Tracklist: 01. Deliver Us From Evil 02. Winter Tears 03. Child Of The Damned 04. Penny For A Poor Man 05. Black Mass 06. Lucifer's Hammer
Sito Web: http://www.warlord-official.com/

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. marco

    il titolo corretto e’ and the cannons of destruction have begun !!!!

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