Def Leppard – Recensione: Def Leppard

Da un paio d’anni a questa parte parlare dei Def Leppard voleva dire più che altro sentir parlare dei bollettini medici di Vivian Campbell, il cui atteggiamento positivo nella cura al linfoma da cui è affetto ha tenuto probabilmente più alto l’umore dei fan sparsi in tutto il mondo. Con l’uscita dell’album omonimo che, ve lo diciamo subito, è un disco del tutto coerente con lo stile dei Def Leppard e non riserva nessuna sorpresa particolare, possiamo accantonare per un po’, finalmente, le questioni mediche e concentrarci in toto sulla musica.

Le due anteprime diffuse online nelle ultime settimane ce lo avevano già fatto presagire: “Def Leppard” è un ritorno alla grande per la band, pieno di brani densi di quell’hard rock luccicante, allegro e coinvolgente che da sempre la caratterizza. L’album inizia in pompa magna, con il singolo “Let’s Go“, potenziale candidato a diventare un nuovo “Pour Some Sugar On Me”, il cui ritornello vi entrerà nelle orecchie per non uscirne più e vi ritroverete a canticchiarlo in tutti i momenti morti della giornata, e continua altrettanto alla grande con “Dangerous“, mid tempo un po’ più veloce e altrettanto accattivante. Si continua poi lungo il solco tracciato dai due brani iniziali, che alterna qualche pezzo acustico come la grintosa “Battle Of My Own“, a una serie di brani che sono un’ennesima espressione dello stile che ha reso la band famosa a livello planetario e riconoscibile dalle prime note di ogni loro lavoro. Si salta e ci si dimena in giro durante la grintosa ironia di “Broke ‘n’ Brokenhearted“, ci si può lasciare invadere dalle energie positive che grondano da “Invincible” (che nel ritornello dice “Sono invincibile perchè il mio amore è qui per restare, sono invincibile e non invisibile”) e si sorride con la suadente semplicità di “Man Enough” (“sei abbastanza uomo per essere la mia ragazza?”), contraddistinta da un interessante giro funky di basso.

Per anni, e per diverse ragioni, i Def Leppard hanno vissuto di rendita, pubblicando a tutto spiano album live e remix di vecchi lavori o vecchi singoli; ora, finalmente, la band si è rimessa in gioco del tutto, buttando sul tavolo l’ennesima mano vincente. Ci sarebbe da aspettarsi una resa live straordinaria per questi pezzi, ma per rendercene conto di persona dovremo organizzare la solita trasferta all’estero, dato che come al solito non sono in programma date nella penisola; non si tratterebbe però di un viaggio a vuoto, dato l’immenso potenziale che questo album porta con sè.

Voto recensore
7,5
Etichetta: earMUSIC

Anno: 2015

Tracklist:

01. Let’s Go (5:01)
02. Dangerous (3:26)
03. Man Enough (3:54)
04. We Belong (5:06)
05. Invincible (3:46)
06. Sea Of Love (4:04)
07. Energized (3:23)
08. All Time High (4:19)
09. Battle Of My Own (2:42)
10. Broke ‘N’ Brokenhearted (3:17)
11. Forever Young (2:21)
12. Last Dance (3:09)
13. Wings Of An Angel (4:23)
14. Blind Faith (5:33)


Sito Web: https://www.facebook.com/defleppard?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ha organizzato il viaggio di nozze in funzione dei concerti che c'erano allo Z7 di Pratteln. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Giulio

    Parto da un presupposto:
    nel mio personale podio dei migliori album di sempre, cè sicuramente Hysteria, un capolavoro!
    Ora, anno 2015, 28 anni dopo il “capolavoro” eccoci di fronte al loro “omonino” album.
    Non mi aspettavo nulla di eccelso, impossibile, ma speravo vivamente che non ripetessero “una cagata pazzesca (cit. Fantozzi)” come “Slang”. Allora entrambe le cose, giustamente, non si sono materializzate.
    Si parte bene, con due bei pezzi che reputo tra i migliori assieme a “We belong”, dalla costruzione musicale/cantata molto bella a cui avrei dato solo più slancio alla chitarra nel ritornello.
    Per il resto direi che manca una ballad con i fiocchi (Last dance non lascia il segno) e che “Man Enough” ha un basso troppo da Queen song per “non essere bloccato alla dogana”.
    Aggiungerei infine la presenza di alcuni riempitivi (troppe 14 canzoni?).
    Nel complesso, mi fa enorme piacere che sia uscito questo “Def Leppard” seppure con pregi e (forse) più difetti.
    Loro comunque rimangono una top band dell’hard rock melodico!

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