6:33 – Recensione: Deadly Scenes

Una cosa è certa: per essere forieri di un ibrido simile, i parigini 6:33 devono aver passato la vita ad ascoltare Faith No More e Mr Bungle, pure quei geniacci loro connazionali dei Carnival In Coal, con i quali presentano diverse continuità sonore pur preferendo un approccio decisamente più morbido. E non a caso, proprio con Arnaud Strobl dei redivivi CinC, la band ha collaborato sul precedente album, dal titolo “The Stench Fom The Swelling (A True Story)”.

L’attuale “Deadly Scenes” (che potete ascoltare QUI per intero) è per certi versi il prosecutore ideale di quel disco, rivelandosi un platter che smette gran parte della componente extreme metal per fare proprio un caleidoscopio sonoro dove il gruppo si diverte a sperimentare con un po’ di tutto, dal pop alla bossanova, dalla musica sacra alla fusion. Di certo i nostri 6:33 non sono i primi ad essersi cimentati in queste ibridazioni, ma per quanto la proposta possa oggi mostrare il peso degli anni, la band è comunque abile nel rielaborare le proprie influenze in modo personale e ci regala un ascolto sopra le righe, a cominciare da un panorama lirico basato sul non sense e i giochi di parole.

Anche la musica è di buonissima qualità e ogni singola traccia presenta dei connotati specifici. L’opener “Hellalujah”, ad esempio, parte come un gospel sorretto da una voce femminile calda e nera, per poi confluire in un hard rock melodico ed energico. “The Walking Fed” chiama in causa una musica tribale propria dei nativi americani e solo successivamente mostra i muscoli quando il gruppo introduce la sua facciata extreme metal, che interviene sempre e comunque a livello di sfumatura senza essere preponderante. Fa eccezione “I’m A Nerd”, ironica track sui nuovi “sfigati” che a tuti gli effetti è una sorta di brano prog/death metal in cui la voce di Roraschach mostra la sua versatilità.

L’ascolto prosegue in modo anarchico e imprevedibile, raggiungendo interessanti vette in occasione delle contaminazioni cabaret di “Black Widow” (forse l’episodio più orecchiabile) e nella conslusiva “Deadly Scenes”, che nei suoi oltre dieci minuti di durata, riassume molto bene lo spirito sardonico di questo ensemble da tenere assolutamente d’occhio, che ci saluta con un pezzo ai limiti dell’assurdo, tra ritagli di canzoni per l’infanzia e tentazioni hardcore. Ripetiamo che i 6:33 non sono certo i primi a proporre un simile cocktail musicale, però mostrano di saperlo fare molto meglio di tanti altri.

Voto recensore
7
Etichetta: Kaotoxin Records

Anno: 2015

Tracklist:

01.  Hellalujah
02.  Ego Fandango
03.  The Walking Fed
04.  I'm A Nerd
05.  Modus Operandi
06.  Black Widow
07.  Last Bullet For A Gold Rattle
08.  Lazy Boy
09.  Deadly Scenes


Sito Web: http://www.633theband.com/

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login