Airborn – Recensione: Dark Future Rising

Dopo una pausa di ben cinque anni (ma era trascorso parecchio tempo anche fra la seconda e la terza release) tornano sulle scene i torinesi Airborn con un album intitolato “Dark Future Rising” che riprende le tematiche fantascientifiche delle origini dopo lo svarione in ambito epic/fantasy di “Legend Of Madog”.

Ciò che non cambia affatto è lo stile dei nostri, ben ancorato ad un power metal melodico che non disegna fraseggi di heavy metal classico robusti e caratterizzati da un’ossatura tosta; in pratica i nostri si mantengono ancorati al sound di Gamma Ray e Iron Savior (il cui leader Piet ha contribuito non poco a creare il suono dei nostri producendone le prime fatiche) senza dimenticare i più anthemici Running Wild. Al timone della nave-Airborn troviamo sempre il chitarristia-cantante Alessio Perardi (la cui voce è diventato un marchio di fabbrica per il gruppo) e l’altro axeman Roberto Capucchio, insieme fin dal 1996. I loro riffoni tesi e veloci colpiscono fin dal primo ascolto, come dimostrano song di pura energia come “Reign Of The Human Race” o l’opener “They Arise”.

Non mancano però diverse variazioni sul tema… come ad esempio le toste “Sword Of Justice” e “Wild And Free” che ricordano non poco le cavalcate di Rock’n’Rolf e soci. Abbiamo poi anche alcuni anthem come la gradassa “Metal Nation” o ancora l’ottima priestiana “Nitehawk”, caratterizzata da un riffing davvero indovinato.

I capolavori dell’album sono posti alla fine della tracklist e sono “Resurrection” e la bonus track “Things Of The Past”. Il primo pezzo è un maestoso brano di epic metal proposto con il tipico sound degli Aiborn, ben sostenuto da cori altisonanti e da chitarre sempre tese e taglienti. Il secondo brano citato rappresenta un punto di arrivo per la maturazione del gruppo e si propone come semi-ballad in cui per sette minuti si mettono da parte velocità ed energia a favore di melliflue melodie ben tracciate ed arrichite da violini ed una chitarra acustica che dona un gusto tipicamente spagnolo alla song.

Considerando poi che “Dark Future Rising” è ben sostenuto da una registrazione discreta che evidenzia tutte le sfumature create dal quartetto (linea ritmica compresa -composta dal bassista Domenico Buratti e dal batterista Roberto Gaia- che riesce sempre a inserire il giusto groove) non possiamo che consigliare questo CD a chi ama il power metal europeo.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Remedy Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. They Arise
02. Mess We're In
03. Reign Of The Human Race
04. Sword Of Justice
05. Nitehawk
06. King Of Fear
07. Dark Future
08. Solar Messiah
09. Forces Of Nature
10. Jack Of All Trades
11. Bonecrusher
12. Wild And Free
13. Resurrection
14. Metal Nation (bonus track)
15. Things Of The Past (bonus track)


Sito Web: http://www.airbornband.com/

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