In Tormentata Quiete – Recensione: Cromagia

A cinque anni di distanza da “TeatroElementale” (la recensione) , tornano i bolognesi In Tormentata Quiete, una delle band più originali e sopra le righe del nostro paese. Sempre più distanti dall’immaginario post-black dal quale si sono originati, gli emiliani mostrano in “Cromagia” (i dettagli) un ulteriore sviluppo del sound, che propone ancora suggestioni vicine alla scena estrema, ma inserite in un contesto duttile e variegato tra prog, folk e avanguardia.

Solefald e Devil Doll sono forse i primi nomi che vengono in mente all’ascolto di un album degli In Tormentata Quiete, ma ricordiamo che il gruppo (con alle spalle tre album e un Ep) vanta ben sedici anni di storia e ha ormai maturato un sound distintivo. Ed esso è ben riconoscibile nel nuovo “Cromagia”, un concept che, citando le note informative si basa “sul fatto che la musica è sempre colorata da emozioni e “Cromagia” canta delle emozioni dell’Uomo plasmate in colori”.

Una descrizione efficace. “Cromagia” espone le qualità di ogni singolo colore attraverso le sensazioni che questo suscita, introducendo il pezzo dedicato con un incipit spesso strumentale. Un’atmosfera fresca e avvolgente per il blu, viva per il rosso, delicata per il verde, energica e allegra per il giallo e misteriosa per il nero.

“Il Profumo Del Blu” mostra già la particolare commistione dei nostri, evidenziando come sia fondamentale il dialogo che sussiste fra le tre voci, ovvero il pulito teatrale di Simone Lanzoni, lo screaming di Marco Vitale e la voce femminile di Irene Petitto. Spesso le tre voci si sovrappongono e rincorrono, creando un effetto sorprendente. L’andamento extreme progressive delle parti più squisitamente metal, si infrange poi su abbondanti dosi di melodia ottenute dalle tastiere di Antonio Ricco e dal violino. A tratti, ad esempio nella citata canzone, ma anche nell’energica e più metallica “La Carezza Del Giallo”, si scorgono innesti folk medievali dai connotati branduardiani.

Ci soffermiamo ancora sul colore verde, espresso appunto da “Il Sussurro Del Verde”, una ballad elegante dove hanno maggiore peso le voci pulite e gli strumenti classici e ancora “La Visione Del Nero”, cupa, sfuggente, introdotta da una base ambient altrettanto crepuscolare. Un disco ben fatto che segue un concept davvero originale, ideale come-back di una band che di certo non si può definire prevedibile.

Voto recensore
7,5
Etichetta: My Kingdom Music

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Blu

02.  Il Profumo Del Blu

03.  Rosso

04.  Il Sapore Del Rosso

05.  Verde

06.  Il Sussurro Del Verde

07.  Giallo

08.  La Carezza Del Giallo

09.  Nero

10.  La visione Del Nero

11.  InVento


Sito Web: http://www.intormentataquiete.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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