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Davide Savaris – Recensione: Come sopravvivere a Wacken

I concerti metal, senza essere pessimisti o fatalisti, sono spesso delle piccole lotte per la sopravvivenza o, se non proprio per quello, per cose accessorie ma comunque importantissime, come la caccia a un posto da cui vedere e sentire in modo decente. Se questo è vero per un singolo concerto, lo è a maggior ragione per un festival di più giorni. Andare al Wacken Open Air quindi non è una cosa da prendere alla leggera, anche perché andare a Wacken è ormai da molti anni una sorta di pellegrinaggio alla Mecca, un qualcosa che richiede una preparazione teorica e pratica sotto molti punti di vista. Per i neofiti della situazione, pellegrini in solitario o gruppi organizzati, è stata da pubblicata da poco questa guida, leggera e comoda, che volendo si può leggere in un paio d’ore, che spiega nei minimi dettagli, e con una giusta dose di ironia, come organizzarsi per vivere al meglio il festival metal (lo dice anche il sottotitolo) più importante del mondo.

Il libro procede in ordine cronologico, partendo con tutto quello che c’è da fare prima, durante e dopo, con capitoli brevi e pieni zeppi di consigli pratici. Si comincia quindi con l’acquisto del biglietto, problema fondamentale visto che ormai vanno esauriti due giorni dopo il termine dell’edizione precedente, si prosegue con la preparazione dello zaino che conterrà tutti i nostri averi almeno per qualche giorno, la scelta del mezzo di trasporto con cui intraprendere la traversata, la gestione del proprio posto nel campeggio, con tutti gli annessi e connessi. Si passa poi alla descrizione di tutto ciò che il festival offre, dal cibo alle bevande ai servizi igienici (a proposito, sapevate che è possibile noleggiare un wc chimico personale, che userete solo voi per tutta la durata della vostra permanenza?) e, naturalmente, ai concerti, comprese le tempistiche per muoversi da un palco all’altro. Si termina, neanche a dirlo, con il ritorno a casa, altro aspetto non trascurabile viste le decine di migliaia di persone che si concentrano a Wacken ogni anno. Il tutto è corredato da foto live, che ritraggono solo una minima parte di quella fauna incredibilmente variegata che costituisce il pubblico; non mancano indirizzi di campeggi limitrofi a quello di Wacken, che più che un campeggio è una città nella città, mappe di strade alternative per il ritorno a casa, il tutto spruzzato qua e là da box che raccontano aneddoti visti o vissuti in diretta nel corso delle passate edizioni. Per chi è in procinto di partire, la guida è un ottimo promemoria che può aiutare a non dimenticarsi niente a casa (o almeno, se vi dimenticate qualcosa di essenziale, non potrete lamentarvi dicendo: “ma io non lo sapevo”) e che si può infilare agevolmente nel famoso zaino di cui sopra, date le sue dimensioni tutt’altro che ingombranti. Per chi non può o non deve partire, il libro è comunque un piacevole diversivo che, almeno per un po’, farà immergere i meno fortunati nell’atmosfera di Wacken, e magari, perché no, potrà servire da incitamento ad organizzare per tempo una trasferta per il 2015. Detto questo, allacciatevi le cinture, non dimenticate la torcia elettrica, la carta igienica e le scorte d’acqua, e buon divertimento.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Tsunami Edizioni

Anno: 2014


Sito Web: http://www.tsunamiedizioni.com/

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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