Hideous Divinity – Recensione: Cobra Verde

Otto canzoni più una cover, ed un titolo al limite dell’eclettismo degno dei migliori nerd per i deathster romani Hideous Divinity. Parliamo di “Cobra Verde”, secondo full della band, e del concept che sta alla sua base. Avete mai sentito parlare dell’omonimo film del regista tedesco Herzog? Forse vi sarà più familiare il nome di Klaus Kinski che interpreta il protagonista, tra l’altro main character del remake di “Nosferatu – Il Principe Della Notte” nonché di numerosi film italiani. Francisco Manoel da Silva, personaggio nato dalla penna di B. Chatwin, qui è un delinquente, soprannominato appunto “Cobra Verde“, che scappa e diventa guardiano di schiavi in sud America al soldo di un potente negriero produttore di zucchero. Una volta messe incinta le tre figlie dell’imprenditore viene spedito a riaprire una tratta di schiavi, interrotta da oltre dieci anni, in un paese africano dove il sovrano è un personaggio “ostico” da affrontare. Poi per un susseguirsi di passaggi di potere il nostro cobra passa da essere viceré a signor nessuno. Morirà affogato sulla battigia nel tentativo ultimo di spingere con tutte le sue forze la nave in mare per lasciare il paese. Fino a qui nulla di eccezionale, potrebbe sembrare un film come tanti. Ma è il filo conduttore di tutto il film che dà un senso al criptico titolo e alla nostra track list: la solitudine. La depressione legata a quest’ultima ha un peso insostenibile per Manoel, è la sua schiavitù. Lui è il più schiavo degli schiavi, il più solo dei soli. Dopo la lunga premessa, passiamo alla sostanza cioè alle tracce.

La descrizione potrebbe essere alquanto breve: booooooooooooomm. Fine della recensione.

Una volta acceso il player veniamo massacrati da “In My Land I Saw A Snake”,  per poi essere travolti da un cingolato intitolato “The Somber Empire”. Bastano un paio di canzoni per capire a grandi linee le maggiori influenze della band capitolina: Nile, Behemoth, Hate Eternal senza dimenticare un pizzico di Gorguts e Decapitated. Tutto questo rielaborato con gusto e rendendo le strutture ancora più solide e curate rispetto alla precedente uscita. “Cobra Verde” riesce a tradurre in musica l’ansia provocata dallo sguardo di ghiaccio del protagonista, rinchiuso nella sua gelida gabbia senza pareti, talmente stretta e soffocante che lo porta a ripetere: “..tutto quel che voglio è andarmene da qui”. Continuiamo a prendere schiaffi in faccia con “Salt In Martyr’s Tears”, canzone che ci porta al giro di boa di “Sinister And Demented”, brano in cui troviamo interessanti soli e che non fa pesare i suoi oltre cinque minuti di durata. Altro breve ma intenso assalto con “Desolation Within” ed arriviamo aThe Alonest Of The Alone”, canzone che vede coinvolto alla voce anche Dallas Toler Wade singer dei Nile. Qui i riff si fanno veramente epici e coinvolgenti, entrano in testa subito e ti trascinano nell’atmosfera oscura e glaciale, e le brucianti accelerazioni non fanno altro che portare ulteriore stordimento. L’ultima traccia “Adjinaku” viaggia su ritmi marziali e lenti che ci trasmettono  tutta la frustrazione e l’irrequietudine di una situazione insostenibile. A chiudere il set troviamo “The Last And Only Son”, cover “da paura” dei Ripping Corpse.

Pur non essendo un’amante del growl all’acqua di rose, quello comprensibile, mi trovo a promuovere a pieni voti la missione musicale del quintetto capitolino. Un album in crescendo, le canzoni ti colpiscono una dopo l’altra come una mitragliata, non lasciano scampo. Il tutto è talmente variato che non si contano infatti i cambi di metrica e di ritmica, nonché  i diversi riff che vengono incastrati con intelligenza: è impossibile annoiarsi.

Consiglio per gli acquisti: da avere assolutamente!

Voto recensore
8,5
Etichetta: Unique Leader

Anno: 2014

Tracklist:

01.In My Land I Saw A Snake

02.The Somber Empire
03.Cobra Verde
04.Salt In Martyr’s Tear
05.Sinister And Demented
06.Desolation Within
07.Alonest Of The Alone (ft. Dallas Toler-Wade)
08.Adjinakou
09.The Last And Only Son (Ripping Corpse cover)

Sito Web: www.facebook.com/hideousdivinity?fref=ts

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login