Yob – Recensione: Clearing The Path To Ascend

Gli Yob sono tornati, cercate di schivare (se ci riuscite) la colata lavica che inevitabilmente vi investirà. L’ormai più che rodata mark II dei maestri dell’Oregon, ribadisce con “Clearing The Path To Ascend” (i dettagli), il desiderio di tornare a sonorità doom più grette e polverose, consueto matrimonio alchemico tra un fantasma sabbathiano e pressante stoner che richiama pezzi da novanta come Electric Wizard e Sleep.

La qualità è ancora una volta superiore alla norma. “Clearing The Path To Ascend” è un vento sibilante che solleva la sabbia del deserto, disegna delicati passaggi siderali che si incastonano a meraviglia in brani plumbei dove i movimenti melodici sono tanto diluiti, quanto semplicemente gradevoli. E’ esemplare (iniziamo dal basso per una volta) la conclusiva “Marrow”, che ci consegna gli Yob più ispirati e psichedelici, capaci di sedurci con un incipit post rock atmosferico per farci poi travolgere da un caleidoscopio sonoro dove ci ritroveremo a cercare la luce alla fine del tunnel, tra momenti lisergici e granitico doom d’annata.

Il resto è giocato su riff compressi e cadenzati che talvolta sfociano in brusche accelerazioni; in una voce, quella di Mike Scheidt, che alla bisogna passa dalla rabbia all’introspezione, mentre la sezione ritmica avanza pachidermica e con la precisione di un cecchino. Tutto già sentito, è vero. Questo “sentiero” forse è fin troppo sicuro ma resta il fatto che la loro capacità di rigenerarsi sia una spanna sopra agli altri.

Non abbiate dubbi e fate vostro il nuovo tassello di una discografia che non ha mai conosciuto momenti di stasi.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Neurot Recordings

Anno: 2014

Tracklist:

01.  In Our Blood
02.  Nothing To Win
03.  Unmask The Spectre
04.  Marrow


Sito Web: http://www.yobislove.com/

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login